L'evento

Tra fede e tradizione: a Torre Santa Susanna e Mesagne rivive la Passione di Cristo

Nel cuore del Brindisino, la Sacra Rappresentazione e la Via Crucis itinerante uniscono comunità e memoria, rinnovando un rito che affonda le radici nel XVI secolo

Alle soglie della Settimana Santa, tra le pietre antiche e i silenzi carichi di significato del territorio brindisino, le comunità di Torre Santa Susanna e Mesagne rinnovano un rito che attraversa i secoli. Con il patrocinio dei rispettivi Comuni, della Provincia di Brindisi e della Regione Puglia, e con il sostegno di Europassion, Europassione per l’Italia e dell’Unità Pastorale di Torre Santa Susanna, torna l’atteso appuntamento con la Sacra Rappresentazione della Passione di Cristo e la Via Crucis itinerante.

Le rappresentazioni si terranno sabato 28 marzo a Torre Santa Susanna, in Piazza Convento, dalle ore 19.00, e domenica 29 marzo a Mesagne, in Piazza Orsini del Balzo, allo stesso orario. Due momenti distinti ma uniti da un’unica intensità spirituale, capaci di coinvolgere cittadini e visitatori in un’esperienza collettiva di grande suggestione.

Tra vicoli e piazze cariche di storia, la Sacra Rappresentazione riporta in vita gli ultimi momenti della vita di Gesù. Non è soltanto una messa in scena, ma un autentico atto di fede tramandato di generazione in generazione. A Torre Santa Susanna, il centro storico si trasforma in un teatro a cielo aperto, animato dalla partecipazione corale della comunità: costumi curati, scenografie evocative e interpretazioni intense rendono l’evento profondamente emozionante. A Mesagne, invece, la Passione assume la forma di un racconto itinerante, dove storia e spiritualità si intrecciano in un percorso che invita alla riflessione e alla condivisione.

Dal 1982, la regia e la direzione artistica sono affidate a Franco Tomai, autore del testo “Tu...! Noi...!”, che custodisce anche un prezioso manoscritto dei primi del Novecento relativo alla “Rappresentazione della Passione di Gesù Cristo rivisto e corretto”. Un documento che testimonia la continuità di una tradizione ancora più antica, probabilmente legata a testi in volgare. Tomai è inoltre autore del copione “Dono d’amore”, mai portato in scena.

«Le origini della nostra rappresentazione affondano nel lontano 1548», spiega Giovanni Ursini, «quando nella chiesa matrice venne rappresentata la lauda drammatica “Il pianto della Madonna”, nota anche come “Donna de Paradiso”, di Jacopone da Todi. Da allora questa tradizione si è rinnovata nel tempo senza mai perdere il proprio valore identitario». Un patrimonio costruito grazie all’impegno di intere generazioni, che hanno contribuito a rendere il dramma sacro un appuntamento centrale per la comunità.

Ogni anno, la rappresentazione della Passione diventa un momento di forte partecipazione collettiva: un lavoro corale che unisce età diverse e rafforza il senso di appartenenza. Non è solo teatro, ma occasione per immedesimarsi nel mistero della sofferenza e del sacrificio, riscoprendo il significato più autentico del percorso che culmina nel Triduo Pasquale.

Il Comitato Cittadino della Passione, Morte e Resurrezione di N. S. G. C. ha espresso gratitudine agli sponsor e alle attività commerciali che hanno sostenuto l’iniziativa, rendendo possibile anche quest’anno la realizzazione dell’evento. Un patrimonio immateriale di grande valore, che continua a vivere grazie alla partecipazione condivisa e alla memoria collettiva.

Tra le voci più intense della rappresentazione, quella di Dolores Petarra, che racconta il significato del suo ruolo: «Interpretare la Madonna è un viaggio emotivo profondo. Cerco di dare voce a un dolore silenzioso ma universale, quello di una madre davanti alla sofferenza del figlio. Qui, più che altrove, si avverte il peso e la bellezza di una tradizione così radicata». E conclude: «Questa Passione appartiene a tutti, non solo a chi la rappresenta».

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