lavori pubblici

Brindisi, riaffiora il progetto vicino all’invaso: in vista campi sportivi, piscina e area gioco

andrea pezzuto

La Icos chiede al Comune di allentare i vincoli paesaggistici in zona Cillarese. L’ente apre: «Favorevoli, ma dobbiamo discuterne con Ministero e Regione»

A distanza di oltre dieci anni dalla presentazione del progetto, resta ancora vivo l’interesse della società leccese Icos Sporting Club di realizzare, alle spalle dell'ospedale Perrino, un grande villaggio dello sport. Il sito scelto è in contrada Lo Spada, tra la ferrovia Brindisi-Taranto e la strada comunale Lo Spada. Che la volontà di portare avanti l’investimento da circa 4 milioni di euro sia ancora attuale lo conferma il fatto che la società ha presentato osservazioni alla proposta del Comune di adeguamento del Piano regolatore generale al Piano paesaggistico territoriale regionale. L’incaglio è infatti di natura paesaggistica, essendo l’area prescelta vicina all’invaso del Cillarese. La Icos Sporting Club, nelle sue osservazioni, parla di «realizzazione di una struttura sportiva polivalente, in accordo con il Consorzio Asi, ricadente nei 300 metri del Bene paesaggistico Aree contermini ai laghi» e sostiene che «i terreni debbano essere esclusi dai vincoli attualmente imposti dal Pptr (art. 45 delle Nta), che comportano il divieto di qualsiasi opera nella fascia dei 300 metri dal perimetro dell’invaso». Ciò, «in quanto l’area circostante all’invaso del Cillarese è da questo completamente avulsa poiché fisicamente separata dalla doppia linea ferroviaria Brindisi-Taranto e Brindisi-Bari».

Tuttavia, il problema può essere superato solo attraverso una interlocuzione con il Ministero e non tramite l’adeguamento del Prg al Pptr. La spiegazione la forniscono Comune e Politecnico di Bari, che supporta l’ente nella redazione degli strumenti urbanistici. «Preliminarmente - scrivono nelle controdeduzioni alle osservazioni di Icos - si rappresenta che i territori contermini ai laghi compresi in una fascia della profondità di 300 metri dalla linea di battigia sono individuati come Beni paesaggistici già dal decreto legislativo 42/2004, ai sensi del comma 1, lettera b, dell’articolo 142 dello stesso decreto, le cui disposizioni non si applicano nelle aree definite al comma 2 dello stesso articolo. La disciplina di tutela non è stata pertanto introdotta dalla delibera di giunta regionale 176 del 16/02/2015 con la quale veniva approvato il Pptr. L’adeguamento del Prg al Pptr ha recepito la ricognizione, già effettuata dal Pptr d’intesa con il Ministero, dei Beni paesaggistici la cui consistenza e tutela è invece vigente ope legis. Per essi il Pptr detta le prescrizioni d’uso intese ad assicurare la conservazione dei caratteri distintivi di dette aree e, compatibilmente con essi, la valorizzazione. Ai sensi del comma 2 dell’articolo 4 delle Nta del Pptr, le previsioni del Pptr sono cogenti per gli strumenti urbanistici dei Comuni e non sono derogabili da parte di piani, programmi e progetti nazionali e regionali di sviluppo economico. Inoltre, esse sono immediatamente prevalenti sulle disposizioni difformi eventualmente contenute negli strumenti urbanistici». Cionondimeno, «è di tutta evidenza che la conservazione dei caratteri distintivi e la valorizzazione di dette aree è stata compromessa dalla realizzazione delle infrastrutture viarie. L’attività di adeguamento del Prg al Pptr non può prevedere unilateralmente l’eliminazione o la riduzione di vincoli istituiti con norme statali. Tuttavia si ritiene che, in vista della elaborazione del Pug, la doppia linea ferroviaria Brindisi-Taranto e Brindisi-Bari sia una importante risorsa infrastrutturale di Brindisi, che dovrà essere compresa nella Parte strutturale del Pug, prevedendo la tutela delle aree limitrofe nella prospettiva del suo auspicabile potenziamento. Pertanto si ritiene - si legge ancora - che l’osservazione debba essere accolta in quanto è interesse pubblico ridefinire il vincolo esistente, data la destinazione urbanistica delle aree e la loro ubicazione strategica rispetto anche alle infrastrutture esistenti. Si chiederà che l’argomento possa essere approfondito e valutato in sede di co-pianificazione con il Ministero (ente preposto al vincolo) e la Regione».

Il progetto originario della società leccese prevedeva la realizzazione di una piscina coperta; un centro fitness; aree per l'attività outdoor quali campi da tennis, beach volley, calcio, paddle e paintball; percorsi vita; parco giochi attrezzato; area a verde; parcheggio.

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