la buona notizia

Trani, liberata in mare la millesima tartaruga salvata: un numero che sa di storia

Nico Aurora

Il dato racconta le migliaia di ore di lavoro volontario, cure veterinarie, uscite in mare del Centro recupero tartarughe marine del Wwf

Un traguardo che sa di storia. Nelle acque antistanti il porto di Trani il Centro recupero tartarughe marine del Wwf di Molfetta ha celebrato il rilascio della millesima Caretta Caretta dall’inizio della propria attività, avviata tre anni fa. Un numero che racconta migliaia di ore di lavoro volontario, cure veterinarie, uscite in mare ed una rete di collaborazioni che oggi è diventata un modello di riferimento per la tutela di questa specie marina.

«Mille Caretta Caretta liberate al largo del porto di Trani», è stato l’orgoglioso annuncio di Pasquale Salvemini, responsabile del centro. Tutte e mille le tartarughe sono state recuperate grazie alla preziosa collaborazione delle marinerie locali: Trani su tutte, ma anche Bisceglie e Molfetta. Sono stati proprio i pescatori, impegnati quotidianamente nelle loro uscite in mare, a portare a riva gli esemplari in difficoltà, intercettati accidentalmente durante la pesca.

Prima di essere rimessa in libertà, ogni tartaruga è stata sottoposta a un check-up completo presso il Dipartimento di medicina veterinaria dell’Università di Bari. Il protocollo sanitario include esami radiologici ed ecografici, tamponi e misure biometriche, per ottenere un quadro clinico preciso di ogni esemplare.

Non pochi i casi critici incontrati durante questo lungo percorso: molte tartarughe presentavano sintomi da gas embolismo ed annegamento, patologie tipicamente associate alle catture accidentali con reti a strascico; altre invece, avevano inghiottito ami e lenze prima ancora di finire nelle reti dei pescatori, e questo ha reso necessari veri e propri interventi chirurgici per la rimozione dei corpi estranei.

Prima di essere liberate in mare tutte le tartarughe sono state marcate con targhette metalliche identificative, una procedura fondamentale non solo per il monitoraggio dei singoli esemplari, ma anche per ampliare la conoscenza scientifica su una specie ancora in gran parte misteriosa. «E la collaborazione con le marinerie locali ci garantisce la possibilità di studiare ancora di più questa specie millenaria, tuttora poco conosciuta all’uomo», sottolinea Salvemini.

Il risultato ottenuto non sarebbe stato possibile senza una fitta rete di collaborazioni. Fin dall’inizio delle attività, la Lega navale di Trani ha messo a disposizione i propri mezzi navali per le operazioni di rilascio in mare aperto, diventando un partner insostituibile del centro. Anche la Capitaneria di porto ha svolto un ruolo attivo, affiancando in più occasioni le uscite per la liberazione delle tartarughe con le proprie imbarcazioni.

Il risultato finale parla chiaro: volontariato, scienza, istituzioni e mondo della pesca uniti in un progetto che guarda alla conservazione del mare e delle sue creature come a una responsabilità condivisa. Mille tartarughe restituite all’oceano sono la prova provata che si può fare.

Privacy Policy Cookie Policy