La denuncia

«Barletta ha perso i finanziamenti per la casa destinata alle donne vittime di violenza»

adriano antonucci

«Fior di loto» avrebbe dovuto sorgere in un bene confiscato ai clan mafiosi. I consiglieri comunali Doronzo e Diviccaro: «Esclusi dal bando poiché il Comune non ha saputo dimostrare la conformità urbanistica dell'immobile»

«Sul recupero dei beni confiscati alla criminalità organizzata, Barletta ha perso un’altra occasione». La denuncia arriva dai consiglieri comunali di «Coalizione Civica», Carmine Doronzo e Michela Diviccaro.

Il riferimento dei due civici di centrosinistra è alla casa rifugio Fior di Loto. Il progetto, riguardante una casa rifugio ad indirizzo segreto chiamata a fornire 24 ore su 24 per tutto l’arco dell’anno accoglienza, alloggio e beni primari alle donne vittime di violenza ed ai loro figli, era stato ammesso nel 2022 a finanziamento del Piano nazionale di resilienza e ripartenza per una cifra pari a 215 mila euro.

Successivamente, lo stesso intervento è stato candidato anche al bando Puglia Beni Comuni, adottato con determina dirigenziale n. 33/2025, poi integrata con determina n. 34/2025, nell’ambito del Programma Regionale Puglia Fesr – Fse+ 2021-2027, Priorità 8 Welfare e Salute, Azione 8.2 e, in particolare, della misura 8.2.2, finalizzata al riuso sociale dei beni immobili, inclusi quelli confiscati alla criminalità organizzata, per la creazione di spazi di comunità.

In base a quanto comunicato dai consiglieri comunali del gruppo «Coalizione Civica», tale partecipazione non è andata a buon fine.

«Apprendiamo, con rinnovato stupore e forte preoccupazione - hanno affermato i consiglieri Doronzo e Diviccaro - che il Comune di Barletta è stato escluso dal bando, poiché non ha prodotto nei termini e con le modalità richieste la documentazione necessaria a dimostrare la conformità urbanistica del bene, compresi eventuali provvedimenti di sanatoria. Tale carenza ha comportato la dichiarazione di inammissibilità della domanda, senza possibilità di ricorrere nemmeno alla procedura di soccorso istruttorio, prevista dal bando stesso per l’integrazione documentale».

Alla luce di questo i civici hanno evidenziato che «ancora una volta il comune di Barletta ha perso un’importante opportunità di accesso a fondi regionali, non per mancanza di risorse o di occasioni, ma per negligenza, superficialità e incapacità politica dell’attuale amministrazione. È una situazione ormai ricorrente, che compromette gravemente gli interessi della collettività e svilisce il valore simbolico e sociale dei beni confiscati, che dovrebbero rappresentare un riscatto per la città e non l’ennesima occasione mancata».

Per i consiglieri comunali del gruppo di «Coializione civica» Doronzo e Diviccaro «è tempo che questa amministrazione, evidentemente più impegnata in dichiarazioni propagandistiche che in un serio lavoro amministrativo, prenda atto della propria responsabilità e cambi passo. Servono competenza, attenzione agli atti e concretezza, non annunci autoreferenziali».

Ora si attende la replica dell’amministrazione comunale e soprattutto comprendere il destino della casa rifugio «Fior di Loto» ed il suo ruolo nel contesto sociale di Barletta che attendeva sviluppi per quest’importante progetto.

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