giustizia

Raggiro con il «falso generale» processo immediato a Trani per sei imputati, tre foggiani

Vittima un docente universitario in pensione di Bari; fu anche minacciato di un fantomatico arresto per intralcio alla giustizia per convincerlo a recarsi in banca e effettuare un bonifico di 47mila euro

Processo immediato per 6 imputati dal 4 febbraio 2026 davanti alla sezione collegiale del Tribunale di Trani per il raggiro del falso generale. Ci sono anche 3 foggiani tra le 6 persone ai domiciliari dal settembre scorso accusate a vario titolo di truffa da 47500 euro; tentata truffa per lo stesso importo; riciclaggio; sostituzione di persona. Vittima un docente universitario in pensione di Bari; fu anche minacciato di un fantomatico arresto per intralcio alla giustizia per convincerlo a recarsi in banca e effettuare un bonifico di 47mila euro, dopo avergli sottratto i dati identificativi. Bonifico, e quindi truffa avvennero a Bari; il riciclaggio, attraverso l’immediata riscossione dei soldi ritirando vaglia circolari in uffici postali di Trani e Molfetta, si è invece radicato nella giurisdizione del Tribunale di Trani.

Il gip Domenico Zeno ha accolto la richiesta del pm Ubaldo Leo; ritenuto evidente la prova; disposto il processo immediato per saltare l’udienza preliminare nei confronti di Antonio Monaco, 27 anni, di Stornarella, gestore di una agenzia per le scommesse; Michele Calabrice, 49 anni, Manfredonia; Maria Grazia D’Errico, 32 anni, Foggia; Giovanna Spada, 57 anni, Margherita di Savoia; il compaesano Walter Pugliese, diciannovenne; Angelo Pane, 49 anni, Napoli. Monaco risponde di truffa, tentata truffa e sostituzione di persona in concorso con un settimo imputato napoletano la cui posizione è stata stralciata; Calabrice, Pane, D’Errico, Spada e Pugliese sono accusati di riciclaggio. Il collegio difensivo - avv. Ettore Censano, Gianluca Pignataro, Carmelo Mazzeo, Giovanni Rendina, Andrea Tavano e Ruggiero Piccolo - ora valuterà se e eventualmente per chi chiedere il giudizio abbreviato, in tal caso il processo si celebrerà dal gup di Trani.

Il 14 ottobre 2024 il pensionato barese ricevette questo sms: “Intesa San Paolo, hai eseguito un pagamento di 985 euro. Se non sei tu ad averlo effettuato, richiedi il blocco”; seguiva il link da contattare. La vittima lo fece, inserendo dati anagrafici e numero telefonico. Poco dopo fu contattato da un’utenza telefonica apparentemente intestata a una filiale di Torino della banca, estranea all’inchiesta. L’interlocutore si spacciò per un carabiniere, informando il prof che sarebbe stato chiamato da un collega. Nuova telefonata, nuovo falso carabiniere per avvisare il docente di operazioni fraudolente (inventate) sul suo conto, e cosa fare per bloccarle.

Il truffatore sempre mantenendo il contatto telefonico convinse l’anziano a recarsi nella filiale della sua banca a Bari per un bonifico di 47500 euro a favore di un fantomatico fiduciario della magistratura, ossia Antonio Monaco nella ricostruzione accusatoria. Effettuato il bonifico, il prof ricevette un secondo sms: “gentile cliente, abbiamo disconosciuto il bonifico”. Immediata telefonata di chi questa volta si spacciò per un generale dei carabinieri, intimando alla vittima di tornare subito in banca per un secondo bonifico sempre di 47.500 euro, altrimenti sarebbe stata fermata per intralcio alla giustizia. Il docente effettuò un secondo bonifico intestato a un nome diverso, poi risultato di un parcheggiatore abusivo estraneo all’indagine. Il secondo bonifico non andò a buon fine (da qui l’accusa di tentata truffa) perché il direttore della filiale si insospettì; avvisò il cliente del raggiro in corso; chiamò la Polizia.

Agenti e bancari cercarono di bloccare il primo bonifico, riuscendo a recuperare 7mila dei 47500 euro. Questo perché D’Errico, Spada, Calabrice, Pugliese e Pane avrebbero ritirato vaglia circolari dal conto corrente di Monaco, provvedendo poi al ritiro di contanti in uffici postali. I soldi truffati sarebbero stati così “dissipati attraverso una serie di operazioni di prelievo, trasferimento e smistamento del denaro eseguite presso uffici postali di Trani, Bisceglie e Molfetta con modalità riconducibili al riciclaggio di proventi delittuosi; le operazioni frazionate e ripetute in breve tempo erano finalizzate a oscurare la tracciabilità del denaro, reimpiegandolo in circuiti finanziari alternativi”. Lo scrisse il gip di Trani nell’ordinanza cautelare che il 12 settembre 2025 portò agli arresti domiciliari 7 persone.

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