economia e lavoro

In Basilicata le vertenze Pmc e Brose: spiragli positivi per i 150 addetti

ANTONELLA INCISO

La “Costruzioni srl”potenziale investitore per la reindustrializzazione e il riassorbimento dei lavoratori dell'automotive e delle aziende dell’indotto Stellantis di San Nicola di Melfi

Qualche nodo resta, nonostante le buone notizie che sono venute dal Ministero per le Imprese ed il Made in Italy nelle riunioni romane. I nodi sono quelli dell’automotive e delle aziende dell’indotto Stellantis di San Nicola di Melfi al centro di crisi che, seppure con spiragli, aspettano ancora i dettagli per le soluzioni definitive. I tavoli romani lo hanno dimostrato ancora una volta. Le vertenze Brose e Pmc vedono nella “Costruzioni srl” il potenziale investitore per la reindustrializzazione e per il riassorbimento dei lavoratori.

L’azienda punta, da una parte, all’istallazione di un impianto di bitume e dall’altra ad una piattaforma di recupero materiale, in particolare con raccolta e trattamento del Pfu e del Raee (l’azienda, poi, utilizzerà il sito di proprietà di Stellantis ed attualmente occupato dalla Pmc con una concessione con modalità di favore) . Con una “disponibilità di principio ad assorbire in 24 mesi” il personale delle due aziende. Una disponibilità su cui l’azienda si è impegnata a fornire ulteriori dettagli nel prossimo incontro fissato per l’8 giugno prossimo, dopo che saranno esaminati i profili professionali. “Si tratta di una novità importantissima, che chiediamo al Mimit di verificare e di supportare insieme alla Regione Basilicata. Da Brose e Pmc ci aspettiamo responsabilità sociale nell’accompagnare il piano con tutti gli strumenti a loro disposizione, in termini sia di ammortizzatori sociali sia di apertura di uscite incentivate non oppositive finalizzate alla pensione. Infine, chiediamo al Mimit di contattare Proma per richiamarla alle sue responsabilità verso il territorio” sottolineano gli esponenti di Fim Cisl, Fiom, Uilm e Fismic. “È il principio di qualcosa che si sta muovendo, ora bisogna lavorare per prolungare gli ammortizzatori sociali” aggiunge il segretario generale della Fismic, Pasquale Capocasale, spiegando che i tempi non saranno “brevissimi”. Questo anche perché è evidente che l’obiettivo è pure accompagnare, chi tra i 150 addetti coinvolti, ha i requisiti, verso la pensione. E l’occupazione resta il nodo cruciale anche nella vertenza della Tiberina, per la quale le nuove commesse legate alla Ds7, alla Ds8 ed alla Lancia Gamma, in base ai volumi definiti, daranno occupazione a tempo pieno a trenta addetti. Molti di meno rispetto alla platea delle attuali 120 persone. E così seppure si guardi all’acquisizione delle forniture per il nuovo quinto modello atteso a Melfi ed alle procedure di mobilità “non oppositive” già avviate, gli esponenti di Fim Cisl, Fiom, Uilm, Fismic e Uglm denunciano “una pesante carenza di lavoro da colmare”. Di qui, la sollecitazione all’azienda ad avviare “un confronto più generale sulle produzioni anche straniere, per comprendere se ci sia la possibilità di portare altre lavorazioni a Melfi”. Insomma, l’obiettivo è aumentare le commesse per lo stabilimento lucano in modo da riassorbire il maggior numero di addetti possibile. Per questo, proprio sulla situazione generale della Tiberina, lo stesso Ministero convocherà un incontro “urgente” dopo la presentazione del piano industriale di Stellantis prevista per il 21 maggio, verificando la possibilità di “procedure di mobilità concordate durante la cassa in deroga in aree di crisi complessa”.

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