Il focus
Ecco chi è padre Francesco Ielpo, il lucano fermato con il cardinale Pizzaballa dalla polizia israeliana a Gerusalemme
Da Lauria ai vertici della Custodia di Terra Santa: la storia di padre Francesco Ielpo, tra vocazione, impegno educativo e il ruolo nei luoghi più sacri del cristianesimo
È originario di Lauria, in Basilicata, padre Francesco Ielpo, custode di Terra Santa e Guardiano del Monte Sion, il sacerdote fermato nella mattina del 29 marzo dalla polizia israeliana mentre si dirigeva verso la Basilica del Santo Sepolcro per celebrare la Messa della Domenica delle Palme. Con lui c’era anche il Patriarca latino di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa.
Un episodio senza precedenti recenti: i due religiosi sono stati bloccati lungo il percorso e costretti a tornare indietro, impedendo di fatto – per la prima volta da secoli, secondo quanto riferito dal Patriarcato – la celebrazione della liturgia da parte dei vertici della Chiesa nei luoghi santi.
Padre Ielpo, lucano di 56 anni, rappresenta oggi una delle figure più rilevanti della presenza francescana in Terra Santa. Nato il 18 maggio 1970, prima della scelta religiosa aveva intrapreso gli studi in Medicina, svolgeva un lavoro part-time e aveva anche una relazione affettiva. Poi la domanda che ha cambiato tutto: “per chi vale la pena spendere la propria vita?”. Da lì l’ingresso nell’Ordine dei Frati Minori.
Il suo percorso religioso è scandito da tappe precise: l’abito francescano nel 1993, i voti solenni nel 1998, l’ordinazione sacerdotale nel 2000. Per anni è stato insegnante di religione e rettore dell’Istituto Franciscanum Luzzago di Brescia, oltre a ricoprire incarichi di responsabilità nel mondo educativo e nell’ordine francescano. Tra il 2010 e il 2013 è stato anche parroco a Varese.
Il legame con la Terra Santa si consolida dal 2013, quando diventa Commissario per la Lombardia, ruolo poi esteso al Nord Italia. Negli anni ha assunto incarichi sempre più rilevanti: membro dell’Associazione Pro Terra Sancta, presidente della Fondazione Terra Santa dal 2022 e delegato per l’Italia.
La consacrazione arriva il 24 giugno scorso, con la conferma da parte di Papa Leone XIV della sua nomina a Custode di Terra Santa e Guardiano del Monte Sion, uno dei ruoli più delicati e simbolici della Chiesa cattolica, ereditando l’incarico da fra Francesco Patton.
Dalla Basilicata, la sua terra d’origine, non sono mancati i messaggi di orgoglio. Il presidente della Regione, Vito Bardi, ha parlato di «un segno fortissimo dell’impronta che i lucani sanno lasciare nel mondo», sottolineando come padre Ielpo incarni una terra «silenziosa ma operosa», capace di costruire ponti e custodire valori profondi.