Clan Strisciuglio
Mafia, droga ed estorsioni chieste 49 condanne
La Dda di Bari ha chiesto 49 condanne a pene comprese fra i 12 anni e 8 mesi e i 3 anni e 8 mesi per altrettanti presunti affiliati al clan Strisciuglio. Tra gli imputati anche il capoclan, Domenico Strisciuglio, detto 'Mimmo la lunà e suo fratello Sigismondo, ritenuti i capi dell’organizzazione criminale (chiesti rispettivamente 5 e 8 anni in continuazione con precedenti condanne). Gli imputati rispondono a vario titolo di associazione mafiosa, traffico e spaccio di droga, detenzione di armi ed esplosivi, lesioni personali aggravate, estorsioni. I fatti contestati si riferiscono agli anni 2011-2015. L’unica donna, Eugenia Prudente, è accusata di aver portato droga in carcere al marito, Sigismondo Strisciuglio nel settembre 2011. Per lei l’accusa ha chiesto la condanna a 10 anni di reclusione.
Stando alle indagini dei carabinieri, il clan avrebbe gestito traffici illeciti, soprattutto spaccio di droga, nei quartieri baresi Libertà, borgo antico, San Girolamo, Carbonara, Santo Spirito e San Pio, ingaggiando in alcuni casi minorenni. La condanna più alta, a 12 anni e 8 mesi di reclusione, è stata chiesta per Leonardo Campanale ritenuto referente del clan a San Girolamo.