il business a luci rosse
Affitti brevi e pagamenti in contanti: a Bari cresce l’economia sommersa del sesso in appartamento
La prostituzione cittadina è in mano agli stranieri ma riempie le tasche anche dei baresi. Il ricambio delle ragazze è continuo, i clienti le vogliono sempre più giovani
Sex and economy. Il mercato della prostituzione è in continuo aumento, dentro e fuori i confini della legalità. Diminuisce quella da marciapiede, sostituita da incontri in appartamenti, favoriti dalla tecnologia e dai social media. Un business di enormi proporzioni, caratterizzato da un complesso intersezione tra economia sommersa e sfruttamento criminale.
Il mercato del sesso che continua a coinvolgere figure vulnerabili, ragazze arruolate, sfruttate e gestite da reti criminali, apre le porte ad un indotto fatto di seconde e terze case che i baresi cedono in locazione per periodi concordati a prestanome (semi) insospettabili, appartamenti dove le ragazze vivono ma non esercitano per riceve i loro clienti per strada.
Il nuovo corso però è rappresentato dagli affitti brevi con pagamenti cash e «inquiline» a rotazione, per lo più escort, italiane e stranieri. Così il mercato immobiliare si intreccia con il mercato della prostituzione e le app di incontri.
In una città con i canoni alle stelle, cresce l’economia sommersa del sesso in casa. Tra proposte indecenti, offerte sospette, appartamenti «a rotazione», escort in trasferta, intermediari pronti a tutto pur di guadagnare e l’incertezza di padroni di casa. Le ragazze di strada lo fanno in macchina, oppure cercano riparo localini al piano terreno, seminterrati, monolocali presi con un subaffitto in nero a poche decine di euro, in zone isolate, semideserte.
Poi c’è l’indotto rappresentato dai «sex worker», lavoratori del sesso, corrieri, badanti e accompagnatori logistici, figure che trasportano escort o prostitute sul luogo dell'incontro, o ne facilitano l'attività fornendo tutto il necessario e assistenza «sul campo» (dal pranzo ai contraccettivi consegnati sul posto di lavoro).
La prostituzione si è evoluta, con un incremento di contatti via rete e incontri in casa, rendendo la figura dell'accompagnatore logistico rilevante per la sicurezza e gli spostamenti delle lavoratrici.
Un mercato sommerso che vale centinaia di migliaia di euro e continua a crescere. La prostituzione a Bari resta un fenomeno difficile da misurare con precisione, ma i dati più recenti indicano un sistema economico vasto e radicato, capace di generare un giro d’affari estremamente ricco.
Una economia non osservata in mano a gruppi etnici stranieri ma che riempie le tasche anche dei baresi. Le stime più diffuse indicano decine di persone coinvolte, con una presenza significativa di donne straniere, spesso arrivate dall’Est Europa o dall’Africa occidentale. Una parte rilevante del fenomeno resta legata allo sfruttamento e alla tratta di esseri umani alimentata da organizzazioni criminali che gestiscono il reclutamento, il trasferimento e il controllo delle vittime.
Negli ultimi anni la geografia della prostituzione è cambiata. Se fino agli anni duemila il fenomeno era visibile soprattutto sulle strade dei quartieri periferici, sulle complanari, oggi si è progressivamente spostato in appartamenti privati, centri massaggi e soprattutto sul web, attraverso siti di annunci e piattaforme dedicate.
Ci sono decine di annunci pubblicati da escort che ricevono al Libertà, Madonnella, Japigia, Palese, Torre a mare, San Giorgio, San Girolamo (zona lungomare). Sulla strada invece la zona più battuta è quella di via Glomerelli e via Buozzi. Qui il ricambio delle ragazze è continuo, i clienti le vogliono sempre più giovani. Le ultime arrivate stanno cercando di mettere radici anche in via San Giorgio Martire.
Secondo un rapporto Istat, in Italia, la prostituzione è un mercato da 4,7 miliardi di di euro. Un affare che interessa 3 milioni di italiani e che vede impegnate una media di 90mila lavoratrici stabili e 20 mila occasionali che ricorrono al sesso a pagamento solo in caso di necessità. Una porzione di questo «commercio» si sviluppa a Bari e provincia. Secondo gli esperti c’è una diretta correlazione tra prostituzione e povertà. Crisi occupazionale, lavoro povero, austerità e tagli che in particolare hanno preso di mira donne e madri single hanno creato situazioni di disperazione. La cosa sconcertante è in taluni casi la scelta per sfamare la famiglia, per sopravvivere in tempi così duri viene fatta anche da chi un «lavoro povero» e non riesca a sbarcare il lunario.