I fondi

Europei, 100 milioni di euro per adeguare il San Nicola a Bari

Davide Lattanzi

La strada resta in salita, ma Figc e Uefa spingono per salvare la candidatura. Allo studio il ritorno in città degli Azzurri: potrebbe avvenire in autunno con la Nations League

Lo «sconto» c’è, ma non basta. E Bari resta con un piede e mezzo fuori dagli Europei 2032. La «bocciatura» non è perentoria, soprattutto dopo il ribaltone generale all’interno della Federazione Italiana Gioco Calcio, all’indomani dell’eliminazione dell’Italia dai Mondiali della prossima estate. Cambieranno uomini e vertici, ma le elezioni del presidente fissate al prossimo 22 giugno non possono comunque rappresentare un punto di svolta. I giochi si chiuderanno prima: entro luglio la città dovrà comunque decidere se consegnare o meno il dossier per concorrere all’assegnazione dei cinque stadi italiani (le altre cinque sedi saranno in Turchia) che sarà stabilita ad ottobre.

Il nuovo «prezzo» Il 26 marzo si è svolto l’importante sopralluogo dei tecnici federali e dei delegati Uefa allo stadio San Nicola in vista per valutare la quantità degli interventi indispensabili e una prima stima del loro costo per stabilire un’eventuale «road map» di cantierizzazione che dovrebbe partire non oltre ottobre e concludersi, lavorando per settori senza interrompere l’attività dell’impianto, entro i primi mesi del 2032. Una cosa è certa: è emersa un’importante apertura rispetto ai presupposti iniziali perché una parte dei 130 requisiti richiesti dall’Uefa per l’adeguamento dello stadio al fine ospitare la più prestigiosa manifestazione continentale potrebbe essere tagliata propiziando un notevole risparmio rispetto ai 270 milioni preventivati per rispondere a tutti i punti previsti. Una successiva valutazione, inoltre, ha portato alla conclusione che anche altre voci possano essere soppresse. L’impatto economico, tuttavia, resta molto alto. Fin da subito è stato evidente che la somma necessaria fosse ampiamente superiore a trenta milioni (un traguardo più abbordabile) che basterebbero ad un restyling molto basilare. L’impressione generale sullo stato della struttura, tuttavia, è stata incoraggiante. Non a caso, i tecnici federali e i delegati Uefa sono convinti di voler portare avanti il dialogo, anche alla luce di nuovi confronti in programma tra l’amministrazione comunale e il Ministero dello Sport per valutare l’eventuale disponibilità di fondi di cui il Comune non potrà farsi carico. Tuttavia, pur con i vari stralci, l’ultima stima resta altissima: per adeguare il San Nicola a standard comunque idonei ad Euro 2032 servono non meno di cento milioni. Una soglia che sembra proprio non poter andare ad un ulteriore ribasso. Anzi. Potrebbe essere indispensabile alzare l’asticella di una cifra che balla tra ulteriori venti e cinquanta milioni. Per tale ragione, anche nelle ultime occasioni, il sindaco Vito Leccese non si è mai abbandonato a voli pindarici definendo puntualmente la strada «in salita». Allo stato attuale, Bari, Bologna e Verona sembrano davvero ad un passo dall’esclusione...

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