Il caso

Bari, arresto del «bomber» Silvio Sisto, il racconto: «Il mio compagno picchiato selvaggiamente, era diventato padre da 3 mesi»

Fabiana Catalano smentisce le versioni sui risarcimenti e sul pentimento di Silvio Sisto. La donna racconta le conseguenze dell’aggressione al compagno tecnico geometra: «18 ore in pronto soccorso e 45 giorni di malattia»

«Tutto fake. Non ci sono state scuse, né pubbliche né private, né risarcimenti». È un duro sfogo quello pubblicato sui social da Fabiana Catalano, compagna del geometra aggredito il 14 novembre 2024, che interviene per smentire le ricostruzioni circolate negli ultimi giorni sul presunto pentimento di Silvio Sisto junior, conosciuto come "Il bomber", ultras 36enne arrestato ieri 2 aprile 2026 assieme al cognato per aver aggredito una famiglia che non voleva abbandonare lo stadio in occasione di uno sciopero dei tifosi. Sisto in precedenza aveva picchiato un tecnico delle case popolari per costringerlo ad aggiustare l'appartamento dei parenti: si tratta proprio del compagno della donna che commenta così la vicenda.

Nel lungo messaggio, la donna descrive le conseguenze dell’aggressione subita dal compagno, all’epoca 31enne e padre da appena tre mesi: «Una violenza incredibile», scrive, che lo ha costretto a trascorrere 18 ore in pronto soccorso e ad affrontare 45 giorni di malattia, oltre a un percorso psicologico per tornare a svolgere il proprio lavoro.

Secondo Catalano, non ci sarebbe mai stato alcun gesto concreto di riparazione da parte degli aggressori, né contatti diretti con la vittima. Parole che contrastano con quanto dichiarato dagli indagati, che davanti agli inquirenti avevano invece parlato di un risarcimento, almeno parziale, e di un pentimento immediato.

La vicenda - lo ricordiamo - risale al novembre 2024, quando il tecnico della ditta appaltatrice dell’Arca Puglia e compagno di Fabiana Catalano, fu aggredito durante un sopralluogo in un immobile. Secondo l’accusa, Silvio Sisto, insieme alla sorella Noemi e ai fratelli Marco e Ivan D’Asta, lo avrebbe minacciato e poi colpito, spingendolo anche dalle scale e inseguendolo successivamente fino agli uffici della società. L’uomo riportò un trauma cranico facciale.

Per questi fatti, e per un secondo episodio avvenuto il 4 maggio 2025 allo stadio San Nicola durante la partita Bari-Pisa – quando Sisto avrebbe aggredito un uomo e i suoi due figli che si rifiutavano di lasciare la curva nord – il gip di Bari Chiara Maglio ha disposto gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico per Sisto e per il cognato Marco D’Asta, 28 anni. Per Ivan D’Asta, 22 anni, è stato invece disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Le accuse, a vario titolo, sono di lesioni e violenza, anche nei confronti di pubblico ufficiale. Gli indagati si sono avvalsi della facoltà di non rispondere durante gli interrogatori preventivi, rendendo però dichiarazioni spontanee.

Nel suo post Catalano punta il dito anche contro chi, a suo dire, starebbe cercando di «salvaguardare la faccia» di Sisto parlando di pentimento e definendo eccessive le misure cautelari. «Si tratta solo di un tentativo di giustificare una collaborazione consenziente con una persona violenta», scrive, sostenendo che l’uomo avrebbe mostrato una condotta aggressiva reiterata nel tempo.

Un giudizio che trova un riscontro anche nelle valutazioni della Procura, secondo cui Sisto avrebbe «perseverato nella condotta criminosa», rendendosi protagonista di più episodi violenti, delineando una personalità «aggressiva e prevaricatrice». La vicenda resta ora al vaglio dell’autorità giudiziaria.

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