Il caso
Crac Pop Bari, archiviata altra indagine su Marco Jacobini per corruzione
Procuratore Rossi: «Emersa l’inattendibilità dell’azione di Bankitalia»
Nell’ambito delle indagini sul crac della Banca popolare di Bari, oggi Banca del Mezzogiorno, la Procura di Bari aveva aperto anche un’altra inchiesta per corruzione nei confronti di Marco Jacobini, che è poi stata archiviata. L’esistenza di questa indagine è emersa durante la requisitoria del procuratore di Bari Roberto Rossi nel processo sul crac dell’istituto di credito, in cui sono imputati per falso in bilancio e ostacolo alla vigilanza Marco e Gianluca Jacobini, padre e figlio, rispettivamente ex presidente ed ex vice direttore generale della banca.
Il procuratore Rossi ha spiegato che l’indagine per corruzione riguardava alcune ispezioni che Bankitalia aveva fatto nei confronti della Popolare di Bari negli anni precedenti al crac, dalle quali non erano emerse criticità, nonostante la banca fosse già sull'orlo del default. Gli approfondimenti degli inquirenti avevano riguardato i rapporti tra Jacobini e gli ispettori di Bankitalia. Dalle verifiche non sono emersi elementi utili a sostenere il reato di corruzione inizialmente ipotizzato. «Nel 2018 si riconosce la realtà della falsità del bilancio» della Popolare, che portò al commissariamento della banca nel 2019, «quando Bankitalia finalmente si attiva», ha detto Rossi, parlando di una «responsabilità politica e morale" della Banca d’Italia che però «non riguarda questo processo». "Non siamo arrivati a provare la corruzione, ma certamente quel che emerge - ha detto ancora il procuratore - è l'inattendibilità dell’azione di Bankitalia».