L'episodio
«Scippato in pieno centro a Bari davanti alla posta: nessuno mi ha aiutato»
Un 73enne è stato agganciato in via Quarnaro: 240 euro strappati dalle mani. «Erano i soldi dell’assegno unico che riceve mia figlia destinati a mia nipote»
«Nessuno mi ha aiutato. L’ho vissuta come una vera e propria rapina e menomale che mi sono salvato». Lorenzo ha 73 anni. È un pensionato e con i suoi 700 euro mensili mantiene moglie e due figli adulti disoccupati. Con loro vive anche la nipotina di 5 anni. È stato scippato di 204 euro all’uscita dell’ufficio postale di via Quarnaro. «Erano i soldi dell’assegno unico che riceve mia figlia destinati alla bambina».
Lorenzo è un fiume in piena. È sul bus che dal San Paolo lo porta a Bari: «Mi sono spaventato. Erano in due, uno in bici e l’altro, quello che mi ha strappato i soldi dalle mani, a piedi. Ho tentato d’inseguirlo fino in via De Giosa, ma poi, stanco, mi sono fermato».
Dalla voce al telefono Lorenzo appare ancora scosso e incredulo: «Ho pure due nipoti che indossano la divisa: uno poliziotto e l’altro carabiniere». Dopo lo scippo, ha telefonato a sua figlia raccontandole l’accaduto e decidendo di fare subito denuncia, raccolta dai militari della stazione San Nicola dei carabinieri. «Ho raccontato loro cosa mi era successo. Mi hanno detto: “Menomale che non ti sei fatto nulla”. Ma quello che è successo è una cosa scandalosa: io non ho niente, neanche la casa. Sono domiciliato presso mio cognato. Sono in graduatoria per un alloggio popolare. Speriamo che me lo diano presto».
Lorenzo, quindi, comincia a raccontare il suo passato e della casa che aveva preso in affitto a Bari Vecchia per 200 euro al mese. Ma dopo lo sfratto non ha avuto più un tetto dove vivere con la famiglia. Racconta dei suoi 40 anni come autotrasportatore, dipendente di una cooperativa, e di una pensione che non gli basta per vivere.
Ricorda anche di quella volta che fu ospite di Barbara D’Urso assieme alla moglie e alla figlia: «Andammo in tv il 21 aprile del 2013 per chiedere un posto di lavoro. Ma mia figlia oggi cura la bambina e il più grande, dopo avere lavorato in pescheria, ha perso il lavoro e da 14 anni è senza occupazione».
Quei 204 euro, di cui Lorenzo è riuscito a conservare solo le monete rimaste strette nel pugno, significavano molto più del loro valore reale. Rappresentavano un aiuto per la spesa della settimana, o servivano per le scarpe nuove per la nipotina in crescita.
In quelle banconote strappate di mano a lui e a tanti altri pensionati, c’è la fotografia di una fragilità di uomini e donne piegati dall’età dopo una vita di sacrifici e lavoro per badare alle famiglie. Ed è qui che uno scippo si trasforma in un danno ben più importante, perché amplifica quel senso di solitudine, di impotenza e di disperazione di chi ha già poco.