il caso

Pillole per lo sballo comprate in farmacia, a Bari scatta la caccia a chi stampa ricette mediche false

L'indagine della Procura di Bari su tre ragazzi che acquistavano ossicodone: i carabinieri passano al setaccio il cellulare di una indagata. Al centro di tutto un 24enne nato nella Repubblica dominicana

Le perquisizioni a casa dei due ventenni che tra luglio 2025 e lo scorso gennaio hanno acquistato farmaci ad azione stupefacente con ricette falsificate hanno dato esito negativo: il 24enne nato nella Repubblica Dominicana e residente a Carbonara e il 27enne barese residente a Triggiano non avevano addosso nemmeno un cellulare. Solo a casa di una 25enne della provincia, effettivamente affetta da patologie psichiatriche, i carabinieri delegati dalla pm Silvia Curione hanno trovato alcuni dei farmaci incriminati insieme a dosi di hashish. Ma è dai dispositivi informatici sequestrati alla ragazza che ora la Procura di Bari spera di riuscire a risalire alla «tipografia» che realizzava (peraltro malamente) le ricette false usate per acquistare Oxycontin e Rivotril, farmaci con effetti simili alla morfina spesso usati anche a scopo «ricreativo».

Le ricette, apparentemente firmate da uno psichiatra barese (vero), erano rilasciate su carta intestata di un centro diurno che si occupa di cura delle psicosi. E sono stati proprio due esposti della Fondazione Epasss (assistita dall’avvocato Gianluca Loconsole) a segnalare in Procura la falsificazione e a far aprire l’indagine. Il medico che risultava aver sottoscritto le ricette infatti non ha mai lavorato per l’Epasss, di cui era stata utilizzata una carta intestata non più in uso e con un errore nel nome dell’ente. A sua volta era stato un farmacista barese molto attento a chiamare l’Epass per verificare se la persona che si era presentata da lui per acquistare l’Oxycontin fosse realmente assistito dal centro diurno. Da qui l’avvio degli accertamenti.

L’indagine ipotizza per ora l’utilizzo di atti falsi e la ricettazione aggravata in relazione all’acquisto di 4-5 confezioni di medicinali in almeno tre farmacie della città di Bari. Il sospetto è che le compresse fossero destinate all’uso personale, anche se non si può escludere l’ipotesi di una attività di spaccio. Ma l’interesse principale è concentrato nella ricerca del falsario, anche perché - secondo il presidente dell’Ordine dei farmacisti di Bari-Bat, Luigi D’Ambrosio Lettieri - esisterebbe una rete diffusa a livello nazionale specializzata in questo tipo di reati. (m.s.)

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