il caso

Bari, è morta la donna a cui il figlio aveva staccato le macchine salvavita. Il 47enne era già ai domiciliari per tentato omicidio

Non è escluso - qualora dovesse essere accertato il collegamento tra le sue condotte la morte della donna - che l’accusa nei confronti del figlio possa cambiare. Agli operatori sanitari aveva detto: «Preferisco rimettermi alla volontà di Dio»

Lo scorso 15 dicembre Marco Iacobellis, 47 anni, aveva staccato tutte le apparecchiature che tenevano in vita l’anziana madre, da tempo allettata per una grave patologia oncologica. Solo il tempestivo intervento di un’infermiera del servizio di assistenza domiciliare ne aveva evitato il decesso. Oggi, 30 gennaio, la donna barese è morta. Aveva 76 anni. Non è escluso - qualora dovesse essere accertato il collegamento tra le sue condotte la morte della donna - che l’accusa nei confronti del figlio possa cambiare.

Il gip del Tribunale di Bari, Giuseppe Montemurro, il 22 gennaio aveva disposto nei confronti di Iacobellis il divieto di avvicinamento alla persona offesa con braccialetto elettronico. Ma il rifiuto dell’uomo a indossare il dispositivo ha poi portato all’applicazione degli arresti domiciliari.

Il provvedimento cautelare era stato richiesto dalla Procura e riguardava l’ipotesi di tentato omicidio, contestata per atti idonei e diretti in modo inequivoco a provocare il decesso della donna. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, Iacobellis, unico familiare convivente, avrebbe arbitrariamente scollegato tutti gli ausili sanitari indispensabili alla sopravvivenza della madre: dalla tracheotomia per la ventilazione assistita alla Peg per l’alimentazione, dal Picc per le difficoltà circolatorie alla Vac Therapy per la medicazione delle piaghe da decubito, fino al catetere vescicale e ai dispositivi per la gestione delle funzioni intestinali. Un gesto compiuto, sempre secondo l’accusa, nella piena consapevolezza delle conseguenze potenzialmente letali, più volte ribaditegli dal personale medico.

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