Giustizia

Bari, parte il processo ai dentisti evasori: in 13 chiedono di patteggiare o di essere messi alla prova

L'udienza preliminare nei confronti di 28 persone: la Finanza ha scoperto la contabilità in nero tenuta grazie al software di un ingegnere di Palo del Colle

Tredici dei 27 dentisti accusati di aver frodato il fisco facendo visite e interventi «in nero» hanno chiesto di patteggiare oppure di ottenere la messa alla prova. E’ l’esito dell’udienza preliminare che si è tenuta stamattina davanti al gup del Tribunale di Bari, Antonella Carfagna. Il ventottesimo imputato è Tommaso Carbone, 60 anni, titolare della ditta che ha fornito il software grazie a cui i professionisti potevano gestire una contabilità parallela.

Stando agli accertamenti dei finanzieri, sarebbero più di duecento i pazienti che avrebbero ricevuto cure odontoiatriche pagando prestazioni per centinaia di migliaia di euro «in nero». C’è chi ha dichiarato di «aver ricevuto solo alcune fatture i cui importi sono inferiori rispetto a quelli versati». Altri hanno detto di non aver «mai ricevuto fattura o altro documento e, pertanto, ero io - ha spiegato un paziente - a prendere un appunto sulla somma che avevo appena versato».

Ai dentisti è contestato (dalla pm Luisiana Di Vittorio) una evasione complessiva di 6 milioni di euro. Molti degli accusati hanno nel frattempo regolarizzato la rispettiva posizione fiscale, presupposto indispensabile per accedere ai patteggiamenti: l’ipotesi per alcuni è di chiudere con una pena di un anno e quattro mesi. Il gup ha rinviato al 13 aprile per la decisione.

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