Il caso

Altamura, scoppia la polemica per una pubblicità: «Entra e assaggia le tette delle Monache»

Un’immagine con una baby suora generata dall’intelligenza artificiale e uno slogan provocatorio scatenano critiche e indignazione sui social

Sta facendo discutere ad Altamura un cartello pubblicitario comparso davanti a una pasticceria del centro e, secondo alcune segnalazioni, affisso anche in altri punti del borgo. La scritta «Entra e assaggia le tette delle monache» è accompagnata dalla traduzione in inglese, pensata per rendere il messaggio immediatamente comprensibile anche ai turisti. A far scattare la polemica, però, non è tanto il riferimento al celebre dolce locale, quanto l’immagine scelta per promuoverlo.

Sul manifesto campeggia infatti il ritratto di una suora dai tratti quasi infantili, realizzata con l’ausilio dell’intelligenza artificiale, che sorregge un vassoio di dolci posizionato in corrispondenza del torace. Un dettaglio che molti hanno letto come una scelta tutt’altro che casuale e che ha acceso un acceso dibattito sul confine tra ironia, provocazione e cattivo gusto.

La presenza del cartello lungo il percorso pedonale che conduce alla cattedrale ha contribuito ad alimentare le critiche, rendendo la vicenda rapidamente virale sui social network. In uno dei post più condivisi, un cittadino esprime tutta la propria indignazione: «Nemmeno un quintale di zucchero riesce a cancellare l’amarezza lasciata da questo manifesto. Ancora una volta si ricorre all’accostamento tra sesso e sacro, e tra sacro e corpo femminile, come scorciatoia comunicativa. Un’idea povera, che sa di arretratezza culturale».

Al di là delle interpretazioni e delle intenzioni dell’esercente, resta lo stupore per una strategia promozionale che sembra puntare deliberatamente alla provocazione. Soprattutto se si considera che le “tette delle monache” sono un prodotto simbolo della tradizione dolciaria locale, noto e apprezzato ben oltre i confini pugliesi.

Un dolce dalla storia secolare, nato nel Cinquecento nel Monastero di Santa Chiara grazie alle monache Clarisse, che in molti ritengono non abbia alcun bisogno di campagne pubblicitarie sopra le righe per continuare a essere riconosciuto e valorizzato. Una vicenda che riapre il dibattito su comunicazione, rispetto dei simboli e uso dell’intelligenza artificiale, in una città che fa della propria identità storica e culturale uno dei suoi punti di forza.

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