la storia
«Basta, mollo tutto e faccio il calzolaio»: Mimmo Intini, artigiano barese contro lo stress
La bottega al quartiere Japigia, in una dimensione da paese e dai ritmi più lenti. «Ho investito tutto il mio tempo e risorse sulla qualità della vita e le relazioni umane»
«Ho investito tutto sulla qualità della mia vita e sul rapporto più umano nella società sottraendomi al meccanismo perverso e convulso imposto dalle multinazionali. L’artigianato ha salvato l’Italia nel dopoguerra e potrebbe ancora rivestire questo ruolo».
Quella che sembra la trama di un film alla «Mollo tutto e apro un chiringuito» è invece la straordinaria storia del 57enne Domenico «Mimmo» Intini, artigiano di origini castellanesi residente a Valenzano e titolare dal 2013 della Calzoleria «Tip Tap» in via Archita da Taranto, nel quartiere Japigia.
Dopo il servizio militare svolto nella banda dell’Esercito a San Giorgio a Cremano, Intini – perito chimico industriale dal 1986, stesso anno di conseguimento del diploma di flauto traverso al Conservatorio – ha mosso i primi passi da tecnico della Tecnars, azienda barese di ricerca e sviluppo nel settore termotecnico, lasciata due anni dopo per dedicarsi pienamente alla passione per la fotografia da free lance che gli ha consentito di vivere esperienze indimenticabili come il reportage da volontario sull’operato dei salesiani nella città indiana di Madras. Dopo un triennio dedicato alla ricerca universitaria da tecnico di laboratorio nel dipartimento di chimica agraria del campus barese, il superamento di una selezione nazionale, un semestre di formazione nella Cittadella della Ricerca di Mesagne e il trasferimento nel dipartimento di biologia dell’Università di Padova, nel 1997 arriva l’irrinunciabile proposta del gruppo Natuzzi. Intini a Santeramo brucia le tappe: da tecnico di laboratorio diventa prima responsabile dello stesso e poi dell’ingegnerizzazione e dell’innovazione tecnologica. Un percorso caratterizzato da continui viaggi per il mondo. Forse troppi: «Nel 2010 ho rassegnato le dimissioni – racconta Intini – per assumere il ruolo di dirigente in un’azienda materana operante nel fotovoltaico. Realizzavamo impianti di grossa generazione su suoli industriali e avremmo anche costruito pannelli se non fosse intervenuto un decreto ministeriale con effetto retroattivo che bloccò tutti i nostri impianti già realizzati e impose lo scioglimento della società. Dopo qualche tentativo da consulente e libero professionista nel campo del pellame, stufo di gestire documenti, carte e burocrazie di vario genere, ho deciso di cambiare vita dedicandomi all’artigianato partendo letteralmente da zero».
Un percorso decisamente non facile: «Per apprendere le prime rudimentali tecniche – racconta Mimmo Intini – ho affiancato un artigiano di vecchio stampo e in quel periodo ho intuito gli importanti sviluppi e potenzialità grazie alla conoscenza dei materiali e con corsi di perfezionamento svolti nelle aziende leader della risuolatura e della coloritura. Un vero e proprio investimento di tempo e risorse che oggi mi consentono di avere questo approccio scientifico in cui la manualità si combina alla conoscenza tecnica del prodotto».
Percorso duro ma foriero di soddisfazioni: «Oggi – afferma con fierezza – detengo l’esclusiva del prestigioso marchio Vibram, azienda del varesotto leader mondiale nel settore, ed il mio è fra i pochissimi centri riconosciuti in Puglia per la risuolatura delle scarpette da arrampicata. Riconoscimenti che premiano il lavoro che mira a soddisfare ogni richiesta della clientela: dalle classiche attività della calzoleria alle altre lavorazioni del cuoio, la riparazione delle borse e della pelletteria. La mission è portare in città l’attitudine, tutta paesana, alla relazione umana con i clienti che spesso mi affidano oggetti di valore economico o affettivo a cui cerco di dare nuova vita utilizzando i migliori materiali disponibili e contribuendo alla tutela dell’ambiente evitando che diventino rifiuti. Proprio per questo quando sono aperto al pubblico mi dedico solo alla condivisione del lavoro da effettuare negli orari di chiusura. Attenzione massima che la clientela – come dimostra la crescita progressiva ed esponenziale del lavoro – apprezza particolarmente rilasciando numerose recensioni positive».