il caso

Bari, Japigia dichiara guerra al centro di raccolta rifiuti: «Non era previsto, daremo battaglia»

Davide Lattanzi

Un comitato spontaneo che si avvia a quasi cinquanta partecipanti, una chat di Whatsapp che ne conta oltre cento. La rabbia del comitato di via Papalia: nel progetto originario c’era un parcheggio

Un nuovo centro per la raccolta differenziata «non previsto», un comitato spontaneo che si avvia a quasi cinquanta partecipanti, una chat di whatsapp che ne conta oltre cento, un quartiere pronto alla battaglia contro l’amministrazione comunale, a suon di carte bollate.

Monta la protesta a Japigia per il nuovo centro per la raccolta differenziata dei rifiuti che sorgerà in via Papalia: un progetto nato quasi come un «fungo» rimpiazzando la precedente strategia. Un’imposizione che i cittadini non tollerano.

Il progetto Promosso e finanziato con oltre 1,3 milioni provenienti dal programma Pon Metro Plus, prevede la realizzazione di un Centro di raccolta che occuperà circa 6mila metri quadrati e sarà dotato di due ingressi distinti. All’interno della struttura saranno realizzati una zona per la pesatura dei rifiuti, un ufficio accettazione, aree di sosta per biciclette e veicoli (anche con ricarica elettrica), uffici per Amiu Puglia, un centro ludico-didattico e uno spazio verde. Un’infrastruttura che mira a migliorare la gestione dei rifiuti urbani, ma secondo i residenti rischia di compromettere la vivibilità dell’intero quartiere.

La protesta Non a caso, l’eventuale arrivo del centro di raccolta è finito al centro di una protesta civica organizzata da un Comitato spontaneo di residenti che contesta la scelta dell’area e le modalità con cui è stata presa. In particolare, i cittadini temono un aumento significativo del traffico di mezzi pesanti, nonché il probabile impatto negativo su rumore, sicurezza e qualità della vita nel quartiere. Preoccupa anche il rischio di degrado del decoro urbano, a causa dell’«inadeguatezza» della localizzazione rispetto al contesto abitativo.

Destinazione d’uso modificata Ma a portare i residenti sul piede di guerra è soprattutto la modifica della destinazione d’uso dell’area che nel piano originario del progetto Parco Costa Sud era destinata a diventare un parcheggio alberato al servizio del rione. Il cambiamento, invece, sarebbe avvenuto senza alcun preavviso né consultazione pubblica.

«Pronti alla battaglia» «Si tratta di decisioni calate dall’alto», afferma Claudio Altini, uno dei promotori del comitato. «Abbiamo appreso di questa variazione solo il 20 novembre: dal portale del Comune si apprende che è in pubblicazione sull’albo pretorio la determina di ammissione al finanziamento del nuovo centro raccolta rifiuti, mentre il bando Parco Costa Sud lotto 4 Lama Valenzano è previsto un parcheggio alberato finanziato con Fondi Pnrr: pertanto, è già evidente una prima incongruenza rispetto alla tipologia di finanziamenti. Il comitato è a favore della differenziata e soprattutto della raccolta porta a porta che a Japigia non è ancora decollata. Tuttavia, un un centro rifiuti di fronte a un complesso abitato e a poca distanza dall’uscita della tangenziale può creare evidenti disagi. In altre città strutture di tal genere sono dislocate diversamente e sono molto più piccole: quella di via Papalia si estende per 6.600 mq, a soli 50 metri da un grande complesso residenziale, senza contare le moltissime abitazioni della zona. Inoltre, la breve distanza dalla tangenziale comporterà che saranno conferiti rifiuti anche da San Giorgio e Torre a Mare: aumenterà il traffico e l’impatto sull’inquinamento atmosferico e acustico».

Il comitato, pertanto annuncia una serie di azioni. «Ci stiamo procurando la documentazione che sarà affidata ad avvocati urbanisti per comprendere i motivi di un cambio senza ragione e ottenere lo spostamento del centro raccolta in un’altra zona. Avvieremo azioni formali: abbiamo conferito l’incarico ad un legale per richiedere l’accesso agli atti ufficiali al Comune, con l’obiettivo di verificare la correttezza dell’intero iter amministrativo. Inoltre, chiederemo un incontro con il sindaco per rappresentare le esigenze del quartiere e proporre soluzioni alternative».

Ampia adesione I numeri, intanto, evidenziano la determinazione del quartiere sulla vicenda: il comitato spontaneo ha raggiunto quasi cinquanta adesioni, sorretto anche da una chat di whatsapp che, comprendendo residenti anche delle strade limitrofe, conta oltre cento partecipanti. «È opportuno - conclude Altini - mobilitarsi per una battaglia a tutela del nostro territorio partecipando al confronto con le istituzioni».

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