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Bari, Pane e pomodoro accoglie le sirene

Bari, Pane e pomodoro accoglie le sirene

Foto Teresa Imbriani

Per evitare di finire imprigionati per una eternità torturante nelle lamiere lungo la Statale 16, potete tuffarvi nella carne della spiaggia comunale

05 Giugno 2022

Alberto Selvaggi

Per evitare di finire imprigionati per tre ore o per una eternità torturante nelle lamiere lungo la Statale 16 che già nel tempo bello invernale è un arto d’asfalto soggetto a paralisi, potete tuffarvi nella carne di Pane e pomodoro, libera spiaggia comunale di Bari. Vi troverete di fronte a una massa molliccia e sudata, o, in casi meno frequenti, tonificata da muscolature oliate. Grovigli di braccia, gambe, d’inguini inguainati nel nylon, crani, piedi, anime vitali o devitalizzate che riposano come ghiri nelle scatole toraciche. Affresco dell’umanità, tutta quanta, che per volere di Dio è diversificata e per volontà nostra sempre più omologata dalle filosofie digitali che fanno mercato.

Se sei solitario e covi psicosi latenti puoi appizzare l’orecchio e carpire liti tra fidanzati. Si consumano solitamente sulle assi dei pontili all’imbrunire. Lui è separato ma vede ancora la moglie. Lei è separata, anche se ti pare abbia 17 anni, e lo accusa di non familiarizzare con i suoi figlioletti che, vedendolo sparire spesso e comparire di rado, piangono invocando un padre. Ci credi? Io no. Ma intanto hai registrato con il cellulare la diatriba condita di vaf… b... d’ mamt’ e puoi farla esaminare dallo pizzicologo e dal matrimonialista che sapranno valutare.

Ti sei calato così nel perturbante che a Pane e pomodoro si offre su ogni lembo di sabbia. C’è il post-punk industrial con i Dr Martens crematori, simile a Marilyn Manson dopo una seduta con due trans. Sulla battigia all’ora di pranzo si confidano due monoliti femminili prima di venire affettati. Non ti scioccherà la mongolfiera cellulitica (sedere) dell’uomo in transizione che immette in sé ciò che le donne si fanno aspirare. Puoi ritrovarti accanto una vecchia anchilosata che bestemmia i santi che ancora non se la sono portata. Ragazzagne, incroci fra cozzale e simil-raffinate, pompati, ugualmente tatuati, dalle fronti ribassate dall’ottusità. Il delinquentone che manduca bovinamente focaccia sputando noccioli con potenza da contraerea ucraina, sfiatando gas peronici di giacimenti gastrici. La moglie abbrutita da sette parti delinquenziali. Famiglie di australopitechi ai tavolini con le tiane. E siccome il brutto è l’unico strumento che porta per negazione alla natura celestiale, a fine giornata può capitarti di scorgere sulla riva, di spalle, una delle sirene spiaggiate. Hanno occhi turchesi, capelli d’oro. E che siano in realtà turiste olandesi di stanza a Monopoli, tutto sommato, non te ne può importare.

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