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Il sospetto e le coincidenze

Bari, sfregiata la targa su Moro
Ma forse non è vandalismo
La figlia Maria Fida: vive per sempre

L'episodio non sarebbe un caso: la lapide conteneva una frase di Paolo Sesto, che sarà canonizzato presto. E accade nel 40esimo della morte dello statista per il quale è stata proposta la beatificazione

Bari, divelta la targa dedicata a Moro, Loizzo: «Un atto barbaro»

Facebook - Comitato Piazza Umberto

BARI - E' più di un sospetto, e probabilmente non serebbe una coincidenza. Quello che si intende far passare come un comune atto di vandalismo in realtà potrebbe celare qualcosa di più grave: un messaggio, o peggio, un chiaro segnale che rischia di farci fare un passo indietro di oltre 40 anni, evocando periodi bui. Il danneggiamento della lapide di Aldo Moro, nella omonima piazza della stazione centrale, che è stata letteralmente strappata dalla stele sulla quale si trovava e gettata per terra nella notte tra sanato e domenica, avrebbe una firma ben precisa. L'atto rivolto a quella lastra di marmo sulla quale è trascritta un pensiero di Paolo VI dedicato allo statista, non sarebbe un fatto casuale.

Una ipotesi che - al di là delle ufficialità investigative da parte della Questura - troverebbe riscontro in due circostanze: la prima, la vigilia della canonizzazione di Paolo VI; e la seconda, la circostanza della proposta di beatificazione dello statista, di cui ricorre quest'anno il 40esimo della sua morte, ucciso dalla Brigate Rosse dopo un rapimento in via Fani. La Polizia esclude ogni tipo di messaggio politico, ma il dubbio è che dietro questo danneggiamento possa celarsi una vera e propria strategia con tanto di regìa. Non è da escludere che tale atto vada letto insieme a qualcos'altro accaduto, e oggetto di attenzione. Il comitato di piazza Umberto, che ha denunciato l'episodio, precisa che già il 27 giugno scorso la lapide era stato oggetto d danneggiamento.

Di seguito il messaggio della lapide che è stata danneggiata a Bari:

"UOMINI DELLE BRIGATE ROSSE RESTITUITE ALLA LIBERTA’ ALLA SUA FAMIGLIA ALLA VITA CIVILE L’ON. ALDO MORO (…) UOMO BUONO ED ONESTO CHE NESSUNO PUO’ INCOLPARE DI QUALSIASI REATO O ACCUSARE DI SCARSO SENSO SOCIALE E DI MANCATO SERVIZIO ALLA GIUSTIZIA E ALLA PACIFICA CONVIVENZA CIVILE (…) IO LO AMO COME FIGLIO DELLA CHIESA DI CRISTO (…) ED IN QUESTO NOME SUPREMO DI CRISTO CHE IO MI RIVOLGO A VOI (…) IGNOTI E IMPLACABILI AVVERSARI DI QUESTO UOMO DEGNO E INNOCENTE E VI PREGO IN GINOCCHIO LIBERATE L’ON. ALDO MORO SEMPLICEMENTE SENZA CONDIZIONI (…) MA IN VIRTU’ DELLA SUA DIGNITA’ DI COMUNE FRATELLO IN UMANITA’ (…) E TUTTI DOBBIAMO TEMERE IDDIO VINDICE DEI MORTI SENZA CAUSA E SENZA COLPA UOMINI DELLE BRIGATE ROSSE LASCIATE A ME LA SPERANZA CHE ANCORA NEI VOSTRI ANIMI ALBERGHI UN VITTORIOSO SENTIMENTO DI UMANITA’ IO NE ASPETTO PREGANDO E PUR SEMPRE AMANDOVI LA PROVA"

21 APRILE 1978 - PAULUS P.P.

LE PAROLE DI MARIA FIDA - «Aldo Moro è vivo per sempre», hanno commentato la figlia di Aldo Moro, Maria Fida e il nipote Luca. «Chi sa solo distruggere - ha detto la donna - esprime un vuoto interiore che mi fa pena», ma «papà è in salvo e nulla può più fargli male: né la cattiveria gratuita, né la superficialità umana, né i monumenti danneggiati o distrutti». «Neanche ucciderlo lo ha eliminato - ha sottolineato suo nipote - Aldo Moro è presente e lo sarà sempre». 

LO SDEGNO DI LOIZZO - Il presidente del Consiglio regionale della Puglia, Mario Loizzo, esprime «il più fermo sdegno per un gesto che può avere tante origini, ma che resta sotto ogni aspetto inaccettabile e stupidamente barbaro». «Occorre - rileva - ripristinare al più presto l’integrità di un importante simbolo storico nel centro della città». Per Loizzo, «questo atto si inserisce in un quadro di generale degrado di una zona importante del capoluogo, davanti alla stazione centrale». «È un nuovo esempio inaccettabile di una situazione assolutamente invivibile - evidenzia Loizzo - a danno dei residenti e di chiunque si trovi ad attraversare la zona».
«Di sera, tanto piazza Moro che piazza Umberto - sottolinea il presidente del Consiglio regionale - si trasformano in una terra di nessuno, soggetta a violazioni, vandalismi, reati di vario genere. Questo non può accadere e sollecita maggiore controllo, a tutela del rispetto delle leggi e delle regole civili». «Torno a chiedere - conclude - che il monumento a Moro venga riparato rapidamente e sottoposto ad una vigilanza assidua».

LE PAROLE DI SISTO - «Distruggere un simbolo come la lapide che a Bari commemora Aldo Moro e gli uomini della sua scorta è sintomo di un mix pericoloso di ignoranza e vigliaccheria. Chi ha commesso un gesto tanto ignobile non ha capito davvero nulla del messaggio umano e politico di quell'immenso statista e giurista pugliese che fu Moro». Lo dichiara il deputato e coordinatore di Forza Italia per Bari e provincia Francesco Paolo Sisto. «Un gesto tanto incivile - prosegue - non può essere stato commesso se non da qualcuno che non sa nemmeno dove siano di casa valori fondamentali come il dialogo, la coerenza e la qualità elevata della politica che sono stati la guida del percorso di Moro. L’auspicio è che a questi ignoti venga data presto una identità e una punizione esemplare», conclude.

DECARO: «DOMANI RIPRISTINIAMO TUTTO» - Sarà ripristinata domani la lapide antistante il monumento dedicato ad Aldo Moro che è stata distrutta per la seconda volta, nella notte tra sabato e domenica, nella piazza di Bari intitolata allo statista ucciso dalle Brigate Rosse. Ne dà notizia il Comune precisando che la lapide vandalizzata è stata «immediatamente rimossa».
«Lo scellerato atto vandalico che ha danneggiato la lapide dedicata ad Aldo Moro - commenta il sindaco Antonio Decaro - è sintomo dell’assoluta mancanza di rispetto per i beni comuni e della scarsa conoscenza della storia del nostro Paese. Per questo motivo è ancora più importante ripristinare già domani la lapide che non è soltanto un simbolo fisico, ma la testimonianza del ricordo di un uomo e di un personaggio politico integerrimo, che con la sua coerenza e il suo operato ha segnato profondamente la storia dell’Italia tutta».
«Di fronte al ripetersi di gesti vandalici ai danni della cosa pubblica e dei monumenti cittadini - per Decaro - è necessario sostenere con forza la proposta di legge per l'educazione alla cittadinanza attiva promossa dall’Anci con l'obiettivo di educare i nostri ragazzi fin dai primi cicli scolastici al senso di responsabilità e al rispetto reciproco, e di promuovere lo sviluppo civico e il valore della memoria a vantaggio dell’intera comunità».

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