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Una squadra, una città: Messina

Lo Stadio San Filippo di Messina

Una squadra, una città: Messina

Alla scoperta del capoluogo siciliano che domani ospiterà i biancorossi

Fra tutti i debutti possibili, quello in riva allo Stretto è forse il meno traumatico. Sì, perchè l'Associazione Calcio Rilancio Messina ha raccolto nel 2017 l'eredità dell'ultracentenaria storia calcistica cittadina, costellata da 5 partecipazioni alla serie A (ultima apparizione nel 2007) e 32 campionati di B. E dopo aver mancato i playoff la scorsa stagione, la società del presidente Pietro Scotto coltiva un futuro più ambizioso.

LO STADIO - Con 38.722 posti lo stadio San Filippo, sito nell'omonima contrada, è il più grande impianto della Sicilia. Ospita le gare dei giallorossi dal 2004 e dal febbraio 2016 è intitolato anche all'allenatore Franco Scoglio, l'indimenticato “Professore”. Il settore ospiti può contenere 2407 spettatori.

L'ALLENATORE - Il 22 agosto la stagione non era ancora cominciata ma il Messina aveva già cambiato guida tecnica: via Giuseppe Raffaele (omonimo del tecnico barese) e spazio a Pietro Infantino, già sulla panchina giallorossa all'inizio della stagione 2009/10, sempre in D. Ultimo campionato ad Acireale per lui, nello stesso girone.

L'ASSO - All'esordio in coppa ha già bussato due volte, propiziando il 3-1 all'Igea Virtus. Un ottimo biglietto da visita per Giuseppe Gambino da Agrigento, possente centravanti 34enne. Tanta Puglia nel suo curriculum: Andria e Monopoli in Lega Pro (in biancoverde la sua unica stagione, 15/16, in doppia cifra, con 10 centri in 36 gare), Cerignola nell'ultimo torneo di D.

L'UNDER - Arriva in prestito dalla Virtus Francavilla ed è diventato maggorenne da pochi giorni (è nato il 4 settembre 2000 a Marsala), l'attaccante Luca Pizzo. Un ingaggio richiesto dal tecnico Infantino che lo ha allenato ad Acireale la scorsa stagione: sei presenze ed un gol, quello del provvisorio vantaggio contro il Troina.

LA CARTOLINA - Poco più di tre chilometri e mezzo: è Torre Faro il punto in cui Sicilia e Calabria sono più vicine. Ed è nelle acque che bagnano questa lingua di sabbia, caratterizzate da vortici di corrente, che si alimenta il mito di Cariddi, un mostro che ingoiava e rigurgitava tutto ciò che si trovava sopra o sotto la superficie del mare.

LA TRADIZIONE - Lui un guerriero saraceno dall'aspetto truce, lei una donna giunonica dalla pelle chiara. Sono Grifone e Mata, protagonisti di una storia d'amore che risale all'anno Mille. E' a loro che si fa risalire la fondazione di Messina. Ogni estate, prima di Ferragosto, 'u giganti e a gigantissa', rappresentati da due statue equestri in cartapesta, sono portati in processione per le strade della città.

LA SPECIALITA' - Stanno a Messina come i panzerotti stanno a Bari. Si chiamano pidoni, rustici a forma di mezzaluna farciti da scarola, pomodoro, acciughe e tuma, un formaggio tipico della Sicilia. Questo il ripieno originale, rigorosamente in pasta fritta. Diffidare dalle varianti.

L'ALTRO SPORT - La Messina sportiva sul tetto d'Italia. E' accaduto nel 1999, quando la locale Body Center si laureò campione d'Italia di tennis tavolo. Uno scudetto appuntato, un altro mancato, nello stesso anno, dalla Polisportiva Giuseppe Rescifina di pallacanestro femminile, che arrivò sino alle semifinali playoff.

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