Musica

Artefatta pubblica «Deperita»: l’alt-pop si fa organismo fragile tra cura e consumo

Il nuovo singolo della cantautrice, in uscita il 22 aprile, anticipa il debut album e approfondisce un immaginario sonoro ed emotivo tra elettronica, hyper-pop e scrittura stratificata

Esce il 22 aprile «Deperita», il nuovo singolo di Artefatta, progetto della cantautrice Francesca Marchetti. Il brano, insieme al precedente «FreddissiMAlinconia», rappresenta un ulteriore passo di avvicinamento al primo lavoro discografico dell’artista, atteso nel corso del 2026.

Nato tra Lecce e una dimensione sonora in continua trasformazione, il progetto Artefatta si muove lungo coordinate che intrecciano alternative pop, elettronica e suggestioni club-oriented. Dopo l’esordio del dicembre 2025 e il debutto live al Fuck Normality, il percorso prosegue con «Deperita», già presentato in anteprima all’Ultra Cromo, rassegna indipendente dedicata alla musica elettronica.

Prodotto da Giacomo Greco (Inude), il singolo consolida un’identità musicale sospesa e instabile, attraversata da influenze hyper-pop, UK garage e da una costruzione sonora stratificata, sempre in equilibrio tra impulso emotivo e controllo formale. Un linguaggio che non cerca stabilità, ma anzi si alimenta di tensioni e fratture.

Al centro del brano, una potente metafora vegetale: Artefatta si racconta come un organismo che dipende dall’ambiente che lo nutre, ma che proprio da quel nutrimento viene progressivamente consumato. Foglie, radici, potature e fertilizzanti diventano elementi di un lessico che ribalta il loro significato originario: la cura si trasforma in gestione, il nutrimento in veleno, la crescita in impoverimento.

«Con Deperita ho voluto raccontare quella condizione in cui si continua a vivere dentro un ambiente o una relazione che ti tiene in piedi, ma allo stesso tempo ti impoverisce», spiega l’artista. «Mi interessava lavorare sull’immagine della pianta perché contiene insieme fragilità, dipendenza, trasformazione e resistenza».

Non si tratta di una rottura improvvisa, ma di un processo lento, quasi impercettibile: una sopravvivenza precaria che si consuma nel tempo. In questo scenario, il “mondo elettrico” evocato nel sottosuolo diventa il simbolo di un’esistenza priva di radici solide, mentre il ritornello restituisce la tensione tra il desiderio di restare e la consapevolezza di un ambiente ormai sterile.

Con «Deperita», Artefatta costruisce così una riflessione lucida e inquieta sulla fragilità dell’individuo all’interno di ecosistemi tossici, dove la permanenza può coincidere con un lento deperire. Una narrazione che trova nella sperimentazione linguistica e sonora la sua forma più autentica, trasformando parole e suoni in materia viva.

Il progetto, nato dalla collaborazione con Giacomo Greco e sviluppato all’interno di un percorso che unisce formazione accademica e ricerca artistica, continua a delineare un’identità forte e riconoscibile. Tra scrittura libera, contaminazioni elettroniche e tensione performativa, Artefatta si muove in uno spazio espressivo che rifiuta definizioni rigide, aprendo a nuove possibilità del pop contemporaneo.

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