Twiga di Otranto, l'affondo di Briatore alla magistratura salentina: «In Puglia malagiustizia». La replica della sindaca di Lecce: «Collaboriamo»
L'imprenditore non le manda a dire: senza Twiga niente lavoro in Salento
Martedì 10 Dicembre 2024, 19:43
11 Dicembre 2024, 17:25
LECCE - Flavio Briatore non le manda a dire e affida ai social tutta la sua rabbia dopo la decisione dell'assoluzione legata al Twiga di Otranto.«Se non lo vedete ve lo leggo io: ‘Twiga, tutti assolti in Appello. Revocata la confisca del lido‘» commenta l'imprenditore.
«Vi ricordate 8 anni fa che ci hanno bloccato i lavori a Otranto e hanno accusato di qualunque cosa gli investitori del Twiga e noi siamo stati costretti a revocare il brand?» Briatore fa riferimento al processo, chiusosi in appello qualche ora fa che ha sentenziato l’assoluzione di tutti gli imputati per i presunti illeciti commessi nella realizzazione del Twiga Beach Club, il lido destinato ai vip e mai realizzato per l’intervento della magistratura nel 2017.
Ricordiamo che sono stati assolti «perché il fatto non sussiste» dal reato di occupazione abusiva del demanio Pierpaolo Cariddi, 57 anni, ex sindaco di Otranto (difeso dall’avvocato Gianluca D’Oria), che dell’opera era progettista e direttore dei lavori (tre anni e 9 mesi in primo grado) e l’imprenditore turistico Raffaele De Santis, 77, di Otranto (difeso dagli avvocati Roberto Eustachio Sisto e Adriano Tolomeo), legale rappresentante della «Cerra» (tre anni e tre mesi in primo grado). Per entrambi è caduto anche l’abuso d’ufficio in quanto non più previsto dalla legge come reato.
Viene meno la condanna anche per l’ex dirigente del Comune di Otranto Emanuele Maggiulli, 58 anni, di Muro Leccese (avvocato Antonio Quinto), che rispondeva di abuso d’ufficio e di falso ideologico (ritenuto prescritto anche nei confronti di Cariddi): in primo grado la pena era stata fissata a 4 anni.
LA REPLICA DELLA SINDACA POLI BORTONE A BRIATORE
- Dopo la recente chiusura del processo sulla realizzazione del Twiga a Otranto con tre assoluzioni (non ci fu occupazione abusiva di demanio), e le dichiarazioni dell’imprenditore Flavio Briatore che ha parlato di «malagiustizia» e di una «Puglia» che gli ha sempre messo «i bastoni tra le ruote», la sindaca di Lecce, Adriana Poli Bortone, lo invita a collaborare al progetto per la realizzazione di un porto turistico, purché ammetta che «la Puglia non è tutta uguale».
«Mi viene da dire subito Briatore, vieni a Lecce - scrive la sindaca in una nota -. Condivido in tutto le riflessioni di Flavio Briatore, tranne che per un aspetto: la Puglia non è tutta uguale. Se ammette questo - prosegue - siamo pronti a ricucire subito il rapporto con l’imprenditore. Da noi c'è spazio per l’impresa e per le occasioni che possono scaturire da un patto di collaborazione, anche attraverso una progettualità partecipata».
«Lecce - aggiunge - è ora impegnata nel progetto di realizzazione di un porto turistico a San Cataldo e se Briatore volesse collaborare con noi alla sua realizzazione lo accoglieremo con grande favore, dimostrando che c'è una Puglia che vuole e può crescere, come sta dimostrando in tanti settori dell’impresa, una Puglia che non respinge ma accoglie, soprattutto quanti possono aiutarla a migliorare».
«L'epilogo processuale della vicenda del Twiga, con l'assoluzione in appello degli imprenditori - prosegue la sindaca - conferma quell'esito positivo di cui ero convinta sin dall’inizio. Un esito che induce ad una riflessione attenta sulla necessità di maggiore equilibrio nel rapporto tra l'iniziativa privata e l’azione di controllo esercitato dalle istituzioni».
Briatore, in un video sui social, aveva ricordato che «otto anni fa ci hanno bloccato i lavori, hanno accusato di qualunque cosa tre degli investitori del Twiga, noi siamo stati costretti a revocare il brand. In questi otto anni abbiamo perso la possibilità di avere un Twiga a Otranto» e il «Twiga dà lavoro a tantissime persone meno che in Puglia».

