Domenica 14 Agosto 2022 | 18:09

In Puglia e Basilicata

In volo

I «caccia» pugliesi nel ginepraio polacco

Un’altra portaerei Usa nel Mediterraneo

03 Luglio 2022

Marisa Ingrosso

Causa guerra in Ucraina, si preannuncia un agosto molto «caldo» per quella naturale banchina d’Europa nel Mediterraneo che è la Puglia.

Gli Eurofighter del 36° Stormo di Gioia del Colle che, per sette mesi, hanno avuto il compito di sorvegliare il fianco Sud del conflitto, hanno ora completato la loro missione in Romania e, da agosto, dovrebbero essere schierati in Polonia.
Primo Paese a riconoscere l’indipendenza dell’Ucraina, nel 1991, la Polonia è - da lustri - un “muscolare” antagonista delle politiche russe. Intenzionata a proteggere ogni millimetro dei 530 km di confine ucraino e con il «peso» della confinante exclave russa di Kalingrad (incastonata tra Polonia e Lituania, sul Mar Baltico), forte della sua adesione alla Nato, a inizio invasione Varsavia ha subito chiesto l’attivazione dell’art.4 del Patto Atlantico (consultazioni di emergenza quando è a rischio l’integrità territoriale, l’indipendenza politica o la sicurezza di un Paese membro). E ha anche accelerato tutti i piani di rafforzamento degli assetti militari. Per esempio, 48 ore fa la PZL-Świdnik, la società polacca interamente controllata da Leonardo (azienda italiana per la difesa e l’aerospazio, che ha per maggiore azionista il Ministero dell’economia e delle finanze; ndr), ha ottenuto dal Ministero della Difesa della Polonia un contratto del valore lordo di 8,25 miliardi di zloty (circa 1,76 miliardi di euro) per la fornitura di 32 elicotteri multiruolo AW149.
È in quel Paese che andranno i «caccia» pugliesi dopo che in Romania - come ha affermato il comandante della task force Air – Romania, colonnello Roberto Losengo, ripreso da Formiche.net - l’operazione dell’Italia nello spazio aereo rumeno (iniziata nel dicembre 2021) ha comportato per gli otto Eurofighter italiani «oltre settecento sortite, più della metà delle quali volate come missioni eVA Combat air patrol, e circa cinquanta scramble di allerta», ovvero cinquanta decolli immediati per verificare l’ingresso di un velivolo sconosciuto e potenzialmente minaccioso nello spazio aereo.

Stando a indiscrezioni di fonte Usa, poi, l’America avrebbe pianificato di schierare un’altra portaerei a propulsione nucleare, la più recente «USS George H. W. Bush CSG» (in servizio dal 2009), in affiancamento o, come sarebbe più probabile, in sostituzione della «USS Harry S. Truman» (in servizio dal 1998) che, da mesi, fa la spola tra Adriatico e Ionio.
Nota per aver ospitato il primo decollo e atterraggio di un aereo senza pilota, la «Bush» può imbarcare uno stormo di 90 mezzi aerei. Assieme a essa verrebbe schierata un’imponente flotta di cui farebbero parte anche l’incrociatore lanciamissili classe Ticonderoga «CG55 USS Leyte Gulf» e quattro cacciatorpedinieri classe Arleigh Burke (tra cui il nuovissimo «DDG119 USS Delbert»).

Inoltre, come annunciato al vertice di Madrid, l’America aumenterà unità e mezzi schierati in Europa: oltre agli incrociatori in Spagna e agli F-35 nel Regno Unito, l’Italia avrà in dote - stando alle informazioni fornite dal Pentagono - un battaglione per la difesa aerea a corto raggio di 65 militari.
Il rafforzamento Nato passa però anche per il presidio dei singoli Paesi e, come ha detto il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ciò vuol dire che per Italia si parla di 8.000 uomini acquartierati in patria e 2.000 dislocati in Ungheria e Bulgaria.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Carica altre news...

 

PODCAST

 

PRIMO PIANO

 
 
 
 
- News dai Territori -
 
Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725