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Bonomi a Bari: «Serve ossessione alla crescita ma non vediamo misure»

Alle Assise di Bari: piccola impresa è combattiva, non molliamo

17 Giugno 2022

Redazione online

BARI - «Fin dalla legge di bilancio dell’anno scorso abbiamo chiesto degli interventi che avessero come stella polare la crescita, e purtroppo non li stiamo vedendo. Stiamo continuamente ricordando al Paese che dobbiamo avere l’ossessione alla crescita», torna ad avvertire il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, arrivando a Bari alle Assise della Piccola Industria. «Se non abbiamo capacità di crescita non avremo la possibilità di restituire il debito. Con i tassi che stanno aumentando sui mercati finanziari qualche problema potremmo averlo», dice. I rischi per il gas? «Un eventuale interruzione del gas sarebbe un ulteriore colpo all’industri manifatturiera che sostanzialmente ha tenuto in piedi il Paese dalla crisi pandemica. Noi auspichiamo che non avvenga.Stiamo registrando che le riserve e del gas ogni giorno aumentano, quindi ci prepariamo ad essere pronti al periodo invernale», risponde il leader degli industriali. E sul tessuto delle pmi, protagonista dell’appuntamento di Bari, Bonomi dice: «La piccola impresa sta bene, è combattiva. Ma ci sono tante difficoltà: il costo delle materie prime, il costo dell’energia, una situazione geopolitica internazionale molto complessa. Ma non molliamo».

«Da imprenditore, sono sempre stato molto chiaro con i numeri: quello del salario minimo non è un tema di Confindustria. Tutti i contratti di Confindustria, anche nelle qualifiche più basse, sono superiori ai 9 euro lordi. Se prendiamo come riferimento ill contratto dei metalmeccanici, le tutte blu, il terzo livello è più di 11 euro». Il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, lo ribadisce e sottolinea: « "E' il segno evidente che la contrattazione tra noi e il sindacato è virtuosa, porta a maggiori benefici a lavoratori e imprese. poi se il ministro decide, per alcuni settori, dove ci sono paghe basse e non c'è contrattazione, lo faccia». E va considerata correttamente la posizione dell’Europa: «non è una direttiva obbligatoria per l’Italia, anzi hanno detto che il modello italiano con una contrattazione collettiva superiore all’80% è un modello da seguire. Quindi auspico di aumentare la contrattazione collettiva nazionale, dove imprese e sindacati portano maggior beneficio a entrambi».

«Abbiamo lanciato l’invito ad un patto sociale due anni fa, perché già due anni fa ci si rendeva conto di cosa stava succedendo. Poi sono stati degli eventi che hanno acuito e accelerato queste trasformazioni. Ci rendevamo conto che o tutto il Paese si metteva insieme o ci saremmo fatti del male», ricorda il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, che sottolinea: «Quando cerchiamo di parlare di un patto per l'Italia non troviamo interlocutori». E dice: «Io credo ancora in quello spirito, ne sono convinto. Se noi vogliamo affrontare seriamente le trasformazioni che stiamo vivendo» serve un patto sociale, agire insieme «come Paese», altrimenti, «ci faremo veramente male».

Quello dell’inflazione «è un tema che va controllato» ma «sono preoccupato principalmente per il fatto che si ritiene di intervenire solo per via monetaria», dice il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, dalle Assise della Piccola Industria a Bari. «La soluzione non è alzare i tassi la soluzione: va bene nel breve, dobbiamo contenere l’inflazione, ma non è quella la strada. Dobbiamo intervenire strutturalmente sui problemi del nostro sistema», avverte il leader degli industriali che ribadisce l’invito a realizzare " e riforme che attendiamo da trent'anni. Ci dicevano che non ci sono le risorse. Ora le risorse ci sono».

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