Domenica 02 Ottobre 2022 | 18:41

In Puglia e Basilicata

LA STORIA

Trematore, il pugliese che salvò la Sindone dal fuoco: «Voglio convincere Putin alla pace»

Nel 1997 il pompiere che tirò fuori dalla fiamme l'iconica reliquia cristiana, oggi architetto 69enne: «Passo da Bari e attraverso la Porta d'Oriente di San Nicola tento la mia missione verso il Cremlino »

10 Giugno 2022

Alessandro Salvatore (foto-video Roberto Tartaglione)

BARI - «Voglio convincere Putin alla pace in Ucraina. Se riuscirò nell'intento di compiere un viaggio al Cremlino, porterò in dono al Presidente della Russia una piccola riproduzione della Sacra Sindone e una statuetta di San Nicola. Sono le icone che hanno lasciato il segno sulla mia vita e io vorrei consegnarle a Putin per stimolarlo a un discernimento su quanto di drammatico sta provocando nel mondo». Mario Trematore è il pompiere che la notte tra l’11 e il 12 aprile 1997 tirò fuori la Sacra Sindone dalle fiamme del Duomo di Torino, salvando l'iconica reliquia della cristianità. Oggi Trematore ha 69 anni, ne aveva 14 quando con la sua famiglia di otto figli «tra le più povere di Torremaggiore» ricorda, lasciò il Foggiano per raggiungere Torino. «Allora come oggi il Meridione è un popolo di migranti».

Storia di un predestinato quella di Trematore, che si incrocia col destino dei tanti fuggitivi dall'Ucraina. «Sto lavorando per poter fare veramente il viaggio ad Est. Sono alla ricerca di sostenitori per il mio cammino spirituale verso Putin». Da Torino a Bari, dove Trematore è tornato per imboccare la Porta d'Oriente custodita da San Nicola, come varco ideale verso la Russia «perché il vescovo di Mira è anche il loro Santo». Dopo aver salvato coi suoi colleghi quello che dovrebbe essere il manto ascetico del Cristo, la vita di Trematore si è trasformata «in una continua ricerca dentro la mia interiorità».

C'è chi lo ha definito ateo, c'è chi lo giudicato un fanatico, sino anche a ripudiarlo «per non aver lasciato la sindone a bruciare in quel venerdì in cui il cielo di Torino si tinse di rosso». Trematore non era in servizio quella notte di venticinque anni fa, ma quando la moglie vide le fiamme levarsi in cielo, lui chiamò in caserma e gli dissero che era scoppiato un rogo tra Palazzo Reale e il Duomo. «Ricordo di essermi riversato per strada per correre in cattedrale, dove trovai i miei colleghi che cercavano di spegnere l’incendio dentro la cappella del Guarini che sovrasta il sacro tempio. Anch’io, all’inizio, avevo pensato soprattutto a come preservare quel capolavoro d'arte barocca. Ma il tempo era tiranno e dissi ai colleghi: “Se non facciamo qualcosa, saremo ricordati come quelli che hanno fatto perdere al mondo la Sindone”. Il pericolo che ci capitasse qualcosa era enorme. I marmi si sbriciolavano e cadevano a pezzi sul pavimento. In verità, il Sacro Telo – ha proseguito Mario Trematore – non è stato mai minacciato dal fuoco ma dal possibile crollo della cupola della cappella. Le fiamme erano lontane e la temperatura intorno alla teca non superiore ai 50 gradi. Nel momento in cui stavo per uscire dalla cattedrale con la teca, ho sentito il pianto di un neonato. Mi sono interrogato per anni sul significato di quel gemito. Poi ho capito il senso leggendo sant’Agostino, che parla delle lacrime di Gesù. Recandosi alla tomba di Lazzaro, Cristo piange: è triste. Poi, come sappiamo, con l’avvicinarsi del compimento del suo destino, Cristo ha paura e chiede al Padre perché è stato abbandonato. Ho collegato quel pianto che ho sentito a questo, visto che la Sindone è il segno concreto di quella sofferenza, quella che Gesù ha provato per noi».

Per chi fa una ricerca sulla «sindone scampata al fuoco» si imbatterà in una immagine che dopo il fatto del 1997 ha fatto il giro del mondo. E' la foto di quel vigile del fuoco col volto trasfigurato, che mette in salvo il sacro lino. Quell’uomo era Trematore che oggi è pompiere in pensione e continua a seguire la sua passione per cui ha studiato: «Sono un architetto, progetto ristrutturazioni di alloggi. Mi sono laureato mentre ero nei vigili del fuoco. Il mio sogno sarebbe progettare una chiesa. Quelle che vengono costruite ora sembrano delle rimesse. Non so se ne avrò mai l’occasione, e soprattutto il tempo. Sono malato di cancro, mi affido alla volontà del Signore. Davanti al suo cospetto sono un piccolo uomo». Mario Trematore si inchina, lo fa davanti all'effige di San Nicola, nella Basilica di Bari. Mentre estatico guarda al Santo che può portarlo da Putin nella sua «missione impossibile» della pace, al suo fianco è sfiorato da turisti e da migranti, alcuni dei quali parlano russo. E' un segno questo che riporta Trematore a un fuoco da spegnere?

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Carica altre news...

 

PODCAST

 

PRIMO PIANO

 
 
 
 
- News dai Territori -
 
Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725