Martedì 28 Giugno 2022 | 16:54

In Puglia e Basilicata

LA COMMEMORAZIONE

Palermo si ritrova più forte a trent'anni dalla strage di Capaci

La memoria di Falcone e Borsellino zampilla di vita nel quartiere «La Kalsa» dove sono cresciuti. E' l'arte che li riporta alla realtà

22 Maggio 2022

Fabiana Pacella

PALERMO - Palermo è blu stasera. Nel conto alla rovescia che la separa dai 30 anni esatti (domani, 23 maggio) dall'attentato di Capaci. Il cielo terso e orgoglioso di chi non si piega, ma paga con la memoria il prezzo del dolore. Attraverso l'arte Palermo si ritrova forte e cambiata, la sua forza s'insinua tra le fessure e la volta crollata di Santa Maria dello Spasimo, al quartiere «La Kalsa», dove sono nati e cresciuti Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, e dove il Capo della Polizia, il prefetto Lamberto Giannini, ricorda e rimarca con forza quell'esserci sempre che è strada maestra della polizia di Stato.

Loro sono lì, Giovanni e Paolo, in fondo al complesso, di spalle alla banda a parlare come erano soliti fare. Due statue che parlano, eccome se parlano! Di fronte a loro, anzi tra loro e il pubblico, «l'albero di tutti», anche questo vivo più che mai. Un albero secco, un abete dolomitico, dai cui rami prendono forma d'argilla i 400 caduti di mafia. Gemme di coscienza civile.
Tutto parla in questo vespro mistico. Tutto ricorda. Tutto ci inchioda a responsabilità che sono trasversali e imperiture.

E il vespro blu del 22 maggio traghetta in musica e ricordo il pubblico, i familiari delle vittime di Capaci, le autorità, gli uomini della Dia e dell'Fbi verso un 23 di passione e rispetto e coralità, con le note della banda della Polizia di Stato diretta dal
Maestro Maurizio Billi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Carica altre news...

 

PODCAST

 

PRIMO PIANO

 
 
 
 
- News dai Territori -
 
Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725