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In Puglia e Basilicata

San Vito

Taranto, l'ultimo giorno di lavoro del guardiano del faro

Dopo 42 anni il farista Alessandro Petti va in pensione: da domani sarà sostituito dal collega Giovanni Scotti

30 Giugno 2022

Maristella Massari (video Todaro)

Tra le rughe di un volto abituato alle carezze del sole si scorgono due fanali cerulei. Sono occhi di un azzurro intenso come il mare della rada di Taranto che, per 42 anni, è stato l’unico orizzonte del suo particolarissimo ufficio.
Alessandro Petti è il guardiano del faro di San Vito. Dal primo luglio passerà le consegne ad un «team» di giovani e volenterosi colleghi che, negli ultimi mesi, lo hanno affiancato nelle cure amorevoli prestate alla lanterna che illumina lo Jonio che bagna Taranto. Petti è una figura leggendaria, al pari di certi personaggi di cui la letteratura è piena. Lui è farista, prima di lui farista è stato il padre Pietro. Ma farista era anche il suocero, il padre della moglie Anna che ha condiviso con il marito la passione per un mestiere unico e particolarissimo. La famiglia Petti ha vissuto per anni in quella palazzina bianca sovrastata dalla colonna del faro di San Vito. Un faro storico - 150 anni festeggiati nel 2.019 - ma meravigliosamente conservato anche grazie alle cure della Marina Militare sotto la cui tutela operano i fari e i faristi.
Dalla cima, su dove c’è la lanterna, a 200 scalini sul livello del mare, si domina il golfo di Taranto. Sai che da lì la vista sarà bellissima e così è. Non si resta delusi.

L’emozione arriva sin dal primo passo quando si varca la soglia della costruzione. L’interno è bianco, è fresco, sa di sale e di vissuto. Sì, ha un profumo di vissuto, di tempo che scorre e di una storia di cui è testimone Petti e che solo lui potrebbe raccontare. La scala che porta in cima è un viaggio interrotto da qualche spiraglio di luce, sempre più intenso man mano che ci sia avvicina al terrazzino dove si trova il fanale. «Quante scalini ho percorso? Milioni forse, non li ho mai contati» dice Petti. La meta di questo breve viaggio, la conquista di un dono prezioso, di quelli che ti porti per sempre dentro. I fari sono monumenti antichi. Pedrag Matvejevic, ritiene che i fari siano «simili ai templi. E che gli equipaggi dei fari, cioè personale che somiglia piuttosto ai monaci dei conventi di un tempo che non a dei marinai, non si aspettano chissà quale particolare gratitudine».
Concreto e pragmatico come un buon lupo di mare, Petti ieri ha salutato il suo ultimo giorno di lavoro accogliendo al faro le nuove famiglie e i colleghi giovani (Giovanni Scotti sarà il nuovo guardiano aiutato da Cosimo Albano e Giuseppe Palmieri). A loro in questi mesi ha spiegato i segreti della luce, quella che illumina la notte e che traccia la rotta ai naviganti. Se non è poesia, questo mestiere cos’altro è?

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