L'evento
Tra sogno e trincea: il muto visionario di «La guerra ed il sogno di Momi» rivive in musica
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Al FuoriBif&st, il Duo Interact rilegge dal vivo il capolavoro di Segundo de Chomón tra stop-motion, simbolismo e paesaggi elettronici, restituendo l’inquietudine della guerra attraverso lo sguardo dell’infanzia e le avanguardie del suono contemporaneo
Nel panorama del cinema muto italiano, La guerra ed il sogno di Momi (1917), di Segundo de Chomón, rappresenta un’opera tanto breve quanto significativa. Realizzato nel pieno della prima guerra mondiale, il film unisce sperimentazione tecnica e intento simbolico, offrendo uno spaccato originale sul rapporto tra infanzia e conflitto. Eseguita ieri sera una sonorizzazione dal vivo di questo capolavoro dal Duo “Interact “, un progetto nato nel 2024 dei musicisti Alessio Bernard Rondinelli e Andrea Donato, presentato nell'ambito del FuoriBif&st di quest'anno, presso il Museo dei pigmenti del colore centro d’arte di Santa Teresa dei Maschi. L'opera colpisce soprattutto per l’audace combinazione tecnica di live‑action e animazione in stop‑motion, in un’epoca in cui tali ibridazioni erano estremamente rare nel cinema italiano. Nel film, della durata di circa 37 minuti e realizzato in bianco e nero e muto, i pupazzi giocattolo si animano nel segmento onirico, facendo sì che questi replichino in miniatura battaglie e movimenti con grande precisione scenica. Scelta di metodo che ne ha fatto uno dei primi esempi di animazione per effetti speciali nella produzione nazionale. «Uno dei primi capolavori italiani in stop-motion e con pellicola a colori, elementi sorprendentemente all'avanguardia per il tempo storico. L’ opera affronta il tema della guerra e dei suoi effetti sulla mente di chi la subisce», spiega Alessio Bernard Rondinelli, che proviene da diverse esperienze musicali, prima come cantante e poi come compositore di musica elettronica. « La tecnica dello stop motion è stata utilizzata perché l'artista non avrebbe potuto sopperire con altri mezzi alla creazione della dimensione del sogno, così come la musica elettronica nasce registrando suoni reali e manipolandoli. La presenza del suono è fortemente simbolica in questo caso, e si fa portavoce di quel senso di angoscia legato alle tematiche trattate, suoni specifici all'interno del film si ripropongono quando un particolare simbolo, a livello diegetico, si ripresenta nuovamente», aggiunge Andrea Donato, che ha iniziato il suo percorso da musicista come bassista, per dedicarsi in seguito anche alla visual art, al graphic design e alla composizione di musica elettronica. La performance è stata introdotta dall’artista e curatore dell’evento Miguel Gomez:« Mi sembrava opportuno, in questo particolare momento storico, affrontare una tematica legata alla guerra attraverso gli occhi dell'arte. Come spesso mi capita di fare con le mie opere. La musica elettronica poi, è quella a mio avviso più adatta da associare ad un'opera così fortemente e tecnicamente innovativa per l'epoca». Insieme a lui la critica cinematografica Simona De Bartolomeo. Una live performance, dunque, che attraverso l’uso di video installazioni, looper, suoni processati di campana tibetana e sintetizzatori, sembra interpretare l'inquietudine dei nostri tempi.