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Decaro, la prima uscita pubblica per il neo eletto alla Regione è in Confindustria. Al via il rebus giunta VIDEO

michele de feudis (video donato fasano)

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Il gioco degli incastri è già iniziato e Decaro ha ricordato come dovrà tenere conto della questione di genere, confermando che avrà cinque donne come assessori

Ieri l'europarlamentare ed ex sindaco Antonio Decaro ha debuttato in pubblico con i gradi di governatore (pur non ancora proclamato) all’assemblea barese di Confindustria, alle presenza del leader nazionale Emanuele Orsini.

Intanto, le indiscrezioni sul prossimo esecutivo guidato dall’ex presidente nazionale Anci rendono roventi le chat dei consiglieri regionali neoeletti (e non solo). Il gioco degli incastri è già iniziato e Decaro, intervenendo al TgNorba, ha ricordato come dovrà tenere conto della questione di genere, confermando che avrà cinque donne come assessori.

L’ipotesi di un incarico per il predecessore Michele Emiliano resta sul tavolo di Decaro: c’è un margine per una ricomposizione operativa del rapporto politico dopo le schermaglie delle ultime settimane. Il governatore uscente valuta il possibile ritorno in magistratura come un percorso naturale, ma ha sempre sottolineato come il suo desiderio resti rimanere a lavorare per i pugliesi. Cosa significa sul piano concreto? Che potrebbe vagliare un incarico assessorile di primo livello, mentre non avrebbe lo stesso appeal la nomina alla Legalità, che lo "costringerebbe" in un ruolo di mero dispensatore di buone intenzioni.

Da Roma, perfino nei pressi del Nazareno, i bookmaker indica come molto probabile la nomina di Emiliano, ma ogni passo di Decaro seguirà la sua linea di rinnovamento light rispetto al passato (agevolata dal mancato superamento dello sbarramento da parte dei vendoliani).

Salgono intanto le quotazioni di Stefano Minerva: l’ex presidente della Provincia salentina ha ottenuto un risultato che lo rende espressione forte di un territorio. Sempre in Salento ci sono le aspirazioni del 5S Cristian Casili per l’assessorato all’Agricoltura (ma per la questione di genere potrebbe essere scalzato dalla grillina foggiana Rosa Barone), al pari della disponibilità della civica Silvia Miglietta, già assessore con Carlo Salvemini sindaco. Nel gioco degli incastri si dovrà affrontare la variabile Loredana Capone, vicepresidente nazionale del Pd, vicina alla Schlein, pur doppiata da Minerva nelle urne.

Nel Barese il risultato eclatante di Francesco Paolicelli lo rende un candidato naturale al posto di assessore (all’Agricoltura?), mentre Ubaldo Pagano - pur pressato per rimanere a Roma - avrebbe il physique du rôle per fare il capogruppo. Nella Bat è probabile la conferma di Debora Ciliento, dem molto vicina a Francesco Boccia, mentre a Taranto c’è Donato Pentassuglia, decariano della prima ora (potrebbe tornare alla Sanità, incarico ricoperto nella seconda giunta Vendola). In Capitanata Raffaele Piemontese, già enfant prodige dem, ha raccolto un numero monstre di preferenze (rispetto al numero di votanti): cedere il passo alla collega di partito Rossella Falcone in cambio di un impegno a sostenere il suo percorso verso il parlamento nelle prossime politiche.

Una donna (barese?) potrebbe arrivare nell’esecutivo decariano come indicazione del tandem Fratoianni-Bonelli: pur esclusi dall’assemblea pugliese (chissà come sarebbe andata se avessero avuto il sostegno di Carlo Salvemini e Michele Laforgia), faranno parte del progetto di governo. Un’altra donna sarà sicuramente scelta come assessore esterno: l’identikit potrebbe essere quello di una eccellenza accademica che conosce bene le agenzie regionali (Luisa Torsi presidente dell’Arti ricade in pieno in questo profilo).

L’equilibrio tra le sei province dovrebbe tenere conto del territorio di Brindisi, dove sono in corso complicate partite sul futuro industriale: qui Toni Matarrelli, già eletto sindaco con il 95%, e ora sbarcato in regione con oltre 20mila preferenze, ha l’esperienza e il know how per gestire dossier roventi.

Decaro consoliderà la sua squadra convocando in regione non solo Aurelia Vinella (come portavoce) ma anche dirigenti esperti di pubblica amministrazione come Davide Pellegrino e l’accademico Gigi Ranieri, con cui c’è un idem sentire costruito nel Palazzo di Città a Bari.

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