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Scontri a Torino, poliziotto aggredito con un martello. Il sindaco di Bari Leccese: «Chi serve la Repubblica va protetto» VIDEO
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Leccese in qualità di delegato Anci per la sicurezza invia lettera al questore e al sindaco Lo Russo. L'episodio ieri sera durante gli scontri alla fine del corteo organizzato per il centro sociale Askatasuna.
Aggredito e ferito ieri sera un poliziotto a Torino durante gli scontri che si sono verificati vicino al Campus universitario Einaudi, alla fine del corteo organizzato per il centro sociale Askatasuna. Le immagini in un video: si vedono una decina di antagonisti che si avvicinano al poliziotto e lo colpiscono con calci, pugni e un martello, puntandogli contro anche una luce laser verde. Il poliziotto, a terra, perde il casco e cerca di allontanarsi coprendosi la testa con le mani. Poi viene soccorso da alcuni colleghi e gli antagonisti si allontanano.
Alessandro Calista, questo il nome dell'agente del reparto Mobile, è stato trasportato al pronto soccorso chirurgico in un ospedale di Torino. Ha riportato contusioni multiple e una ferita da martello sulla coscia sinistra, già suturata.
Sono oltre una trentina in tutto, secondo un aggiornamento intorno alle 22 di ieri sera da parte del servizio 118, i feriti durante gli scontri avvenuti al termine del corteo nazionale per Askatasuna a Torino. Nessuno risulta grave. Una quindicina di persone sono andate al vicino ospedale Gradenigo, alcune con mezzi propri. Meno di una decina di feriti sono stati portati alle Molinette, quattordici al Cto, di cui uno con un trauma toracico più serio e otto già dimessi. Altri, non conteggiati, sono andati al Giovanni Bosco e si tratta soprattutto di manifestanti.
VITO LECCESE:CHI SERVE LA REPUBBLICA VA PROTETTO
«Esprimo la mia più sincera solidarietà, quella dell’Anci e di tutti i sindaci italiani all’agente di Polizia gravemente ferito a Torino, alla sua famiglia e a tutte le donne e gli uomini delle forze dell’ordine che ogni giorno svolgono un servizio essenziale, spesso in condizioni difficili e rischiose». Così Vito Leccese, delegato Anci alla Sicurezza e sindaco di Bari, nella lettera inviata al questore di Torino e al sindaco della città, Stefano Lo Russo, dopo i gravi scontri di sabato sera e il brutale pestaggio di un poliziotto.
«Sentiamo il dovere di evitare ogni forma di strumentalizzazione; a sicurezza non è terreno di scontro politico, non appartiene né alla destra né alla sinistra - scrive Leccese - ma è un bene comune che riguarda tutti e che richiede l’impegno condiviso di istituzioni e cittadini». "Quell'aggressione non è soltanto un fatto criminale. È un segnale che interroga profondamente la nostra società e il rapporto tra legalità, disagio e conflitto. Quando la violenza colpisce chi rappresenta lo Stato, viene messo in discussione il patto di fiducia che tiene insieme le comunità democratiche. Dietro ogni divisa c'è una persona, c'è una storia. Difendere chi garantisce l’ordine democratico significa difendere, prima di tutto, la dignità umana e il senso di giustizia».
Allo sdegno delle istituzioni si è aggiunto anche il sindaco di Bari, Vito Leccese, in qualità di delegato Anci alla Sicurezza.
"Esprimo la mia più sincera solidarietà, quella dell’Anci e di tutti i sindaci italiani all’agente di Polizia gravemente ferito a Torino, alla sua famiglia e a tutte le donne e gli uomini delle forze dell’ordine che ogni giorno svolgono un servizio essenziale, spesso in condizioni difficili e rischiose”. Così Vito Leccese, delegato Anci alla Sicurezza e sindaco di Bari, nella lettera inviata al questore di Torino e al sindaco della città, Stefano Lo Russo, dopo i gravi scontri di sabato sera e il brutale pestaggio di un poliziotto.
“Quell’aggressione non è soltanto un fatto criminale. È un segnale che interroga profondamente la nostra società e il rapporto tra legalità, disagio e conflitto. Quando la violenza colpisce chi rappresenta lo Stato, viene messo in discussione il patto di fiducia che tiene insieme le comunità democratiche. Dietro ogni divisa c’è una persona, c’è una storia. Difendere chi garantisce l’ordine democratico significa difendere, prima di tutto, la dignità umana e il senso di giustizia”.