Martedì 31 Marzo 2026 | 07:50

Leverano, tornano i predoni delle serre: 10 raid messi a segno in tre settimane, agricoltori in ginocchio

Leverano, tornano i predoni delle serre: 10 raid messi a segno in tre settimane, agricoltori in ginocchio

Leverano, tornano i predoni delle serre: 10 raid messi a segno in tre settimane, agricoltori in ginocchio

 
Fabiana Pacella

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Fabiana Pacella

In azione bande specializzate, che agiscono con il favore del buio e raccolgono in pochi minuti con velocità da manuale e precisione chirurgica, diversi quintali di prodotti cresciuti nelle serre

Martedì 31 Marzo 2026, 06:16

Almeno una decina di colpi spalmati nelle ultime tre settimane. A Leverano torna l’incubo dei furti ai danni delle aziende ortofrutticole, che rappresentano una fetta importante del tessuto economico-produttivo locale. In azione bande specializzate, che agiscono con il favore del buio e raccolgono in pochi minuti con velocità da manuale e precisione chirurgica, diversi quintali di prodotti cresciuti nelle serre.

Nel mirino attualmente, zucchine e meloncelle, prodotti stagionali il cui prezzo al dettaglio, con la crisi e gli squilibri internazionali in atto, cresce di pari passo con la crescita del costo di numerosi altri beni di consumo. Non si tratta di furti da bisogno, ma di veri e propri raid programmati e cadenzati per andare a rimpinguare il mercato nero parallelo a totale danno dell’economia sana ed emersa, e non da ultimo delle casse e delle sorti dei produttori. Allo stato attuale dei fatti, non può nemmeno escludersi l’ombra del racket.

“Qualcuno sorride quando parli di furti di zucchine - ci spiega una delle vittime - ma occorre tenere in considerazione che si tratta del nostro lavoro, della nostra vita e della nostra unica fonte di sostentamento”.
Per avere piena cognizione della gravità del fenomeno basta citare numeri e casi nell’arco degli ultimi venti giorni: una settimana fa da una azienda in località Montedarena, sono stati rubati tre quintali di meloncelle, in contrada Rodogaleta depredate altre 10 serre dello stesso ortaggio, poco più di due settimane fa in zona Tanisi i ladri hanno letteralmente svuotato sette serre di zucchine per un totale di 5 quintali, in un’altra azienda sulla strada che conduce a Porto Cesareo sette serre di meloncelle passate a ferro e fuoco per diversi altri quintali. Si tratta solo di alcuni esempi, qualcuno ha denunciato alle forze dell’ordine.
I danni sono elevati, sia in termini di danneggiamento vero e proprio delle strutture prese di mira, sia in termini economici, e finiscono col riverberarsi negativamente sia sul consumatore finale e sul carrello della spesa, che sulla percezione della sicurezza. E la memoria va alla primavera del 2020 quando una nuova ondata di furti mirati in piena pandemia, colpì lo stesso territorio e lo stesso settore tanto da richiedere un’azione interforze ed un tavolo tecnico ad hoc in questura a Lecce.

Tornando all’attualità, gli imprenditori agricoli oltre la denuncia, si stanno organizzando come possibile dotandosi anche di sistemi di videosorveglianza. Proprio la scorsa settimana una vittima già colpita, ha salvato le serre rimaste integre perché i ladri si sono accorti della presenza di telecamere e sono fuggiti a gambe levate. Ben coperti, cappucci sulla testa, volti nascosti da passamontagna e luce in fronte, attrezzi per il taglio preciso e altri complici ad attenderli a bordo di mezzi capienti per contenere i carichi. È questo l’identikit dei malviventi.

Non può dirsi al momento se, come accaduto in passato, i ladri siano muniti di bilici su cui caricare il maltolto. Orario d’azione e tecnica sono gli stessi: dal calar del sole fino a poco prima dell’alba, massima attenzione a portare via i raccolti senza rovinarli altrimenti non sarebbero vendibili. La refurtiva molto spesso è già piazzata, venduta, prima ancora di essere agguantata. Il comparto avverte il colpo, pesante, sia per il danno emergente che per il lucro sessante cui si unisce la paura di un prossimo eventuale raid.

Al momento le vittime non pensano di organizzare ronde. “I controlli fai da te possono rivelarsi un boomerang - sottolinea un agricoltore - eppure abbiamo la sensazione di essere seguiti, spiati a distanza e non appena lasciamo le nostre aziende i ladri tornano a colpire”.

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