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In Puglia e Basilicata

Il caso

Post antisemita, bufera sul candidato Pd in Basilicata La Regina: "Non ho mai messo in dubbio l'esistenza di Israele"

Il candidato del Pd lucano, 29enne segretario regionale del partito, è ora sotto i riflettori. Parole che hanno suscitato lo sdegno della Comunità ebraica di Roma

19 Agosto 2022

Redazione online

POTENZA - Come essere un predestinato nel calcio - tipo «il nuovo Messi» - ma fare un esordio talmente brutto da far dubitare delle tue qualità: è forse il timore che deve aver sfiorato Raffaele La Regina - 29 anni, segretario regionale della Basilicata del Pd e capolista alla Camera nel plurinominale, uno dei cinque under 35 scelti personalmente dal segretario del partito, Enrico Letta, per rendere reale il rinnovamento - finito nella bufera politica e mediatica oggi per un post su facebook (del 2020) in cui ha scritto che lo Stato di Israele e gli extraterrestri hanno un punto in comune: non esistono.
La vicenda, messa in evidenza dal quotidiano «Il Giornale», ha portato La Regina al centro dell’attenzione ma non per il motivo che lui avrebbe preferito. Infatti, il giovane segretario lucano del Pd è corso subito ai ripari: «Chiedo scusa», ha scritto, dopo aver precisato che si è trattato di «un meme che distrattamente e superficialmente ho rilanciato in un gruppo privato. Si trattava insomma di satira», però è stato «un gesto comunque sbagliato».

La Regina ha un curriculum di tutto rispetto: laurea in Scienze della pubblica amministrazione, Erasmus a Parigi, dottorando in Storia contemporanea, assistente presso il Ministero per il Sud quando a guidarlo era Giuseppe Provenzano, vicesegretario del Pd. E’ leader del Pd lucano dal 6 dicembre 2021, votato da quasi il 70 per cento degli iscritti. Oltre al meme «incriminato», però, La Regina ha esposto più o meno la stessa tesi su Israele anche su twitter, già nel 2017, quando scrisse che Israele avrebbe «occupato in maniera illegale e violenta» Gerusalemme durante la Guerra dei sei giorni. Per essere più chiaro, aggiunse, secondo la ricostruzione del "Giornale": «Solidarietà al popolo palestinese. No pasaran!».
Incassata subito la mano tesa dello stesso Enrico Letta, il quale ha detto ai giornalisti che le parole di scusa di La Regina «chiudono una polemica», il neocandidato aveva dovuto comunque fare buon viso a cattivo gioco quando il Pd ha fatto sapere che la sua posizione su Israele «è nota» e che il meme e i due tweet di La Regina «non rispecchiano in alcun modo il lavoro e le prese di posizione del Pd di questo anni, schierato a difesa del diritto di esistere dello Stato di Israele, della sua sicurezza e del percorso di pace».

Nel frattempo è arrivato anche il commento, affidato a twitter, di Ruth Dureghello, presidente della Comunità ebraica di Roma. Dopo aver sottolineato la «scelta di valore" rappresentare dal candidare «i giovani in Parlamento», Dureghello ha puntualizzato però che, «se bisogna leggere tesi di odio che negano il diritto d’Israele ad esistere allora abbiamo un grande problema».
Com'era da aspettarsi nell’immediata vigilia dell’avvio ufficiale della campagna elettorale, diversi esponenti del centrodestra hanno attaccato duramente La Regina, rifiutando di considerare chiusa la vicenda. Il Sottosegretario alla Difesa, Giorgio Mulè, ha parlato di «imbecille sequela di tweet» e di "violenza dei nuovi nazisti"; l’europarlamentare della Lega Susanna Ceccardi, ha chiesto a Letta di ritirare la candidatura di La Regina, definito «un antisemita». Altri commenti negativi - e duri - sono arrivati da Giovanbattista Fazzolari, Ylenja Lucaselli e Andrea Dalmastro (FdI). 

Il giovane candidato del Pd: "Mi scuso.Si trattava di satira, ma gesto sbagliato"

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