il caso
Scontri a Torino, poliziotto aggredito con un martello. Arrestato l'aggressore: è un 22enne di Grosseto VIDEO
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L'episodio ieri sera durante gli scontri alla fine del corteo organizzato per il centro sociale Askatasuna. Leccese (Anci) invia lettera al questore e al sindaco Lo Russo.
Aggredito e ferito ieri sera un poliziotto a Torino durante gli scontri che si sono verificati vicino al Campus universitario Einaudi, alla fine del corteo organizzato per il centro sociale Askatasuna. In un video diventato ormai virale si vedono una decina di antagonisti che si avvicinano al poliziotto e lo colpiscono con calci, pugni e un martello, puntandogli contro anche una luce laser verde. Il poliziotto, a terra, perde il casco e cerca di allontanarsi coprendosi la testa con le mani. Poi viene soccorso da alcuni colleghi e gli antagonisti si allontanano.
L'aggressore, un 22enne della provincia di Grosseto, è stato arrestato oggi 1 febbraio. Il giovane, per l'aggressione al poliziotto, è stato arrestato con l'accusa di concorso in lesioni personali ad un pubblico ufficiale in servizio di ordine pubblico in occasione di manifestazioni. Per il medesimo episodio è scattata anche una denuncia per rapina: il gruppo di cui faceva parte, oltre ad accanirsi sull'agente, si è impadronito del suo scudo, dell'U-bot e della maschera antigas. Un'altra denuncia gli è arrivata perché in un'altra occasione, nel corso del medesimo corteo, è stato visto mentre lanciava oggetti contro le forze dell'ordine. Il 22 enne è stato individuato attraverso l'analisi di alcuni filmati.
Alessandro Calista, questo il nome dell'agente del reparto Mobile, ieri è stato trasportato al pronto soccorso chirurgico in un ospedale di Torino. Ha riportato contusioni multiple e una ferita da martello sulla coscia sinistra, già suturata. Sono oltre una trentina in tutto, secondo un aggiornamento intorno alle 22 di ieri sera da parte del servizio 118, i feriti durante gli scontri avvenuti al termine del corteo nazionale per Askatasuna a Torino. Nessuno risulta grave. Una quindicina di persone sono andate al vicino ospedale Gradenigo, alcune con mezzi propri. Meno di una decina di feriti sono stati portati alle Molinette, quattordici al Cto, di cui uno con un trauma toracico più serio e otto già dimessi. Altri, non conteggiati, sono andati al Giovanni Bosco e si tratta soprattutto di manifestanti.
IL RACCONTO DELLA GIORNATA A TORINO
La manifestazione nazionale di ieri 31 gennaio, indetta in risposta allo sgombero della sede di ''Askatasuna'' dello scorso 18 dicembre, ha visto i due spezzoni partiti dalle stazioni di Porta Susa e Porta Nuova ricongiungersi, attorno alle 16, in corso Cairoli a quello partito dalla sede universitaria di Palazzo Nuovo, composto dai collettivi universitari e dalla gran parte dei centri sociali di tutto il territorio nazionale: il corteo, che ha raggiunto complessivamente le 20.000 unità, ha poi proseguito verso Corso San Maurizio.
Qui, poco prima di raggiungere l'intersezione con Corso Regio Parco, circa 1.500 soggetti, dopo aver acceso una fitta coltre di fumogeni, si sono travisati con abiti scuri, maschere, caschi e passamontagna, e si sono diretti, compatti, su Corso Regina Margherita in direzione dello sbarramento dei reparti posti a protezione della sede di Askatasuna, mentre il resto del corteo si è attestato all'imbocco di Corso Regio Parco, rimanendo qui per tutta la durata degli scontri. Proprio in questa circostanza alcuni antagonisti hanno aggredito una giornalista e la sua troupe televisiva, le cui attrezzature sono state distrutte.
Il gruppo dei 1.500 mascherati con cappucci e sciarpe ha poi occupato le tre carreggiate di Corso Regina Margherita, sferrando una molteplicità di attacchi all'indirizzo dei contingenti delle forze dell'ordine utilizzando scudi protettivi in lamiera, lanciando pietre, bottiglie di vetro, razzi, bombe carta e facendo esplodere fuochi pirotecnici con l'utilizzo di tubi di lancio artigianali, oltre a materiale vario recuperato successivamente (pezzi di selciato e componenti di cartellonistica stradale). Per rendere più difficoltosa l'azione delle forze dell'ordine, che hanno risposto ai violenti attacchi con l'uso dell'idrante, dei lacrimogeni e con puntuali azioni di respingimento, i facinorosi hanno anche realizzato barricate con cassonetti e altro materiale dato alle fiamme.
Un mezzo del Reparto Mobile di Torino è stato dato alle fiamme, mentre un operatore del secondo Reparto Mobile di Padova è stato ripetutamente colpito da un gruppo di una decina di soggetti con calci, pugni, oggetti contundenti e colpi di martello, venendo poi soccorso da altro personale di polizia. I manifestanti sono stati respinti progressivamente sulla sponda opposta del fiume Dora, verso l'esterno città, dove comunque le azioni violente sono proseguite su Corso Regio Parco, fino al definitivo deflusso di tutti i manifestanti. Sono stati anche danneggiati arredi urbani, una filiale di un istituto bancario e un supermercato di corso Regina Margherita.
Oggi la Digos della Questura torinese ha così arrestato in flagranza differita di reato un 31enne e un 35enne italiani, ritenuti responsabili dei reati di resistenza e violenza a pubblico ufficiale, e il 22enne che faceva parte del gruppo responsabile della violenta aggressione al poliziotto. Nei confronti del 22enne è inoltre scattata la denuncia per violenza a pubblico ufficiale, essendo stato filmato in un'altra occasione mentre lanciava oggetti contro le forze dell'ordine, nonché per rapina in concorso, perché oltre ad aggredire il poliziotto gli ha sottratto lo scudo e la maschera antigas. Il questore di Torino, Massimo Gambino (appena arrivato da Bari) ha emesso inoltre numerose misure di prevenzione nei confronti di persone trovate in possesso di maschere antigas, passamontagna e oggetti per il travestimento, o con precedenti penali e di polizia: in particolare 30 fogli di via obbligatori da sei mesi a quattro anni, dieci avvisi orali e sette divieti di accesso ai locali pubblici.
VITO LECCESE: «CHI SERVE LA REPUBBLICA VA PROTETTO»
«Esprimo la mia più sincera solidarietà, quella dell’Anci e di tutti i sindaci italiani all’agente di Polizia gravemente ferito a Torino, alla sua famiglia e a tutte le donne e gli uomini delle forze dell’ordine che ogni giorno svolgono un servizio essenziale, spesso in condizioni difficili e rischiose». Così Vito Leccese, delegato Anci alla Sicurezza e sindaco di Bari, nella lettera inviata al questore di Torino e al sindaco della città, Stefano Lo Russo, dopo i gravi scontri di sabato sera e il brutale pestaggio di un poliziotto. «Sentiamo il dovere di evitare ogni forma di strumentalizzazione; a sicurezza non è terreno di scontro politico, non appartiene né alla destra né alla sinistra - scrive Leccese - ma è un bene comune che riguarda tutti e che richiede l’impegno condiviso di istituzioni e cittadini».
«Quell'aggressione - ha concluso Leccese - non è soltanto un fatto criminale. È un segnale che interroga profondamente la nostra società e il rapporto tra legalità, disagio e conflitto. Quando la violenza colpisce chi rappresenta lo Stato, viene messo in discussione il patto di fiducia che tiene insieme le comunità democratiche. Dietro ogni divisa c'è una persona, c'è una storia. Difendere chi garantisce l’ordine democratico significa difendere, prima di tutto, la dignità umana e il senso di giustizia».