L'intervista
Il Libro Possibile 2026, Elsa Fornero a Londra: «Conoscere l’economia è essenziale per cittadini consapevoli»
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L'ex ministra presenta il saggio scritto con Anna Lo Prete nell’ambito della prima giornata del festival Il Libro Possibile
Si sa, il nostro Paese è pieno di epidemiologi, in tempo di pandemia, di allenatori, in occasione dei mondiali di calcio o di critici musicali, nei giorni sanremesi. I fatti economici non sfuggono a questa dannosissima spirale, in virtù della quale si affermano – con o senza dolo – come verità o, per essere meno enfatici, come argomentazioni corrette delle vere e proprie fandonie. Un tentativo di far emergere queste dinamiche è rappresentato dal libro Conoscere l’economia per scegliere meglio (Laterza, pp. 160, euro 16), scritto da Elsa Fornero e Anna Lo Prete, di cui si parlerà oggi in occasione dell’edizione londinese del «Libro possibile», inaugurata ieri dal presidente della Camera dei Deputati, Lorenzo Fontana.
Professoressa Fornero, nel libro viene sostenuto che una conoscenza di base dell’economia è indispensabile non solo per gestire i propri soldi, ma anche per essere cittadini più consapevoli. Perché?
«Come dicono gli economisti, se tu non ti occupi di economia, comunque l’economia si occuperà di te e lo farà in modo pervasivo (nello studio, nel lavoro, ecc.). C’è poi un altro aspetto: noi non siamo solo consumatori o acquirenti, ma anche cittadini. Dal momento che oggi molto della politica economica ha a che fare con il nostro benessere, è importante che i cittadini siano consapevoli di tutto ciò che riguarda la tassazione, il bilancio dello Stato o il debito pubblico, dal momento che le scelte economiche hanno ricadute su di noi e su ciò che riteniamo importante. Questo accade perché utilizzare risorse implica sottrarle ad altri impieghi che magari sono socialmente più importanti. Ad esempio, risorse utilizzate per impieghi più a breve termine possono venir sottratte all’istruzione o alla salute, vale a dire a qualcosa di importante per la vita e per la società nel suo insieme, e di questo dovremmo averne consapevolezza».
Viviamo in un’epoca segnata da crisi, incertezza e scelte sempre più complesse. Qual è l’errore economico più comune che le persone fanno quando prendono decisioni importanti per il proprio futuro?
«Diverse indagini dimostrano che uno dei rimpianti che più di frequente le persone dichiarano di avere è relativa allo studio (interrotto o mai iniziato). Spesso si pensa allo studio come a qualcosa che viene richiesta, che fino a un certo punto è obbligatoria e che, appena possibile, lascia il posto al lavoro. Talvolta si cerca lavoro per necessità, altre volte per raggiungere una certa indipendenza. Tuttavia, è importante che tutti abbiano l’opportunità di continuare ad accrescere conoscenze e competenze, della cui assenza spesso ci si accorge troppo tardi. Dobbiamo ricordarci che lo studio prepara alla vita e al lavoro, possibilmente anche a una vita lavorativa migliore e a una retribuzione un più alta».
Dedicate un capitolo all’indipendenza economica delle donne. Perché la conoscenza degli strumenti economico-finanziari può contribuire a ridurre le disuguaglianze di genere?
«Le ricerche ci dicono che la conoscenza economico-finanziaria delle donne è un po’ più bassa di quella degli uomini. Questo accade per due motivi principali. Uno è legato al fatto che fin da bambini i maschi sono indotti di più a parlare di questioni economico-finanziarie. L’altro motivo riguarda il fatto che le ragazze hanno minore sicurezza nel rispondere perché si sentono sempre giudicate in maniera forse un po’ più severa. In ogni caso, la cosa importante è che le donne devono essere economicamente indipendenti, grazie al lavoro e a una buona retribuzione. Questo non vuol dire in alcun modo minare la famiglia, anzi significa garantire anche ai figli maggiore benessere, perché dove ci sono due redditi da lavoro le cose sono più facili».