Ambiente
I fenicotteri sono tornati a Barletta: il video dalla piana dell'Ofanto
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Le immagini circolate in queste ore restituiscono la misura dello stupore: gli animali immobili nell’acqua bassa, il becco piegato a filtrare il nutrimento, le lunghe zampe immerse in acqua. Attorno, il silenzio di una zona di confine
Nella piana silenziosa dove l’Ofanto si apre al mare e il vento sa di sale e canneti, la scena sembra sospesa nel tempo: acqua ferma, erba alta e, in mezzo, un bianco che si muove lento. I fenicotteri sono tornati.
Accade a Barletta, in contrada Pantanello, nei pressi del poligono militare della Foce Ofanto, nella zona che i residenti chiamano “Fiumara”. Qui, lungo l’area umida che si sviluppa alla foce del fiume, alcuni esemplari hanno trovato rifugio, trasformando il paesaggio in un osservatorio sorprendente.
Le immagini circolate in queste ore restituiscono la misura dello stupore: gli animali immobili nell’acqua bassa, il becco piegato a filtrare il nutrimento, le lunghe zampe immerse in acqua. Attorno, il silenzio di una zona di confine.
“A volte, i campi abbandonati, soprattutto quando il mal tempo (e la pioggia incessante) enfatizzano l’incuria di terreni lasciati al loro destino, ci ricordano che la Natura si riprende il suo spazio. E un acquitrino diventa una laguna per gli esseri viventi, dove i fenicotteri trovano un altro inserimento e ci ricordano che siamo ospiti. La Natura trova sempre i suoi varchi perché è più forte”, scrive Mariella sui social, in un commento che restituisce bene il senso di quanto sta accadendo.
Non è una presenza casuale. Le foci dei fiumi rappresentano habitat ideali per i fenicotteri, soprattutto in primavera: fondali bassi, acque calme e ricche di micro-organismi — alghe, piccoli crostacei — offrono condizioni perfette per alimentarsi durante gli spostamenti stagionali. Aprile, in particolare, è un mese di passaggio, in cui questi uccelli attraversano il Mediterraneo alla ricerca di aree tranquille.
Alla meraviglia si accompagna anche un auspicio. “Ci auguriamo che il Comune proceda in qualche modo – osserva Francesco - alla tutela della presenza di questi magnifici esemplari”.