Il concerto

Dalla A di Audace alla E di Elodie: a Bari uno show tra sensualità e libertà, con un regalo per i tifosi biancorossi

Bianca Chiriatti

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Doppia data sold out al Palaflorio, con la Puglia nel cuore: «È casa mia tanto quanto Roma»

Il Palaflorio la aspettava come si aspettano i fenomeni. E quando Elodie ieri sera ha fatto il suo ingresso nel primo dei due show baresi completamente sold out (l'altro è stasera, 29 novembre) non c’è stato più spazio per nient’altro. Magnetica, inafferrabile, padrona assoluta del palco che ormai le appartiene come un marchio naturale, ha dato vita alla creatura «viva» che porta il nome di «Elodie Show 2025». Quattro atti, Audace, Galattica, Erotica, Magnetica, messi in piedi magistralmente da Laccio, che trasforma il palazzetto in un teatro pop contemporaneo dove musica, corpo e simboli scorrono tra canzoni e coreografie esplicite e d’impatto. Nessun fotografo sottopalco dopo gli scatti «sconvenienti» di Messina, poche parole al pubblico pugliese («Questa terra è casa mia così come lo è Roma, ho tanti cari amici») e perfino un regalo ai tifosi biancorossi sventolando una sciarpa del Bari («Il primo miracolo di Vivarini», scriverà la nota pagina Instagram La Ragione di Stato): oltre due ore di show senza sosta in cui Elodie e i suoi ballerini regalano energia pura, immediata, fisica.

L’apertura è già un manifesto: immersa nella vasche d’acqua, un’immagine di metamorfosi. “Bagno a mezzanotte”, “Black Nirvana”, “Guaranà” e un mashup potentissimo tra Madonna e Donna Summer fanno esplodere il parterre. Poi il primo monologo (tutti scritti da lei stessa) dà il benvenuto all’artista sociale, alla performer che vede il mondo e lo reinterpreta. “Odio Amore Chimico”, ”Mi Ami Mi Odi”, “La coda del Diavolo”, sequenza serrata ed elettrica. Con “Andromeda” e “Vertigine” lo show raggiunge il suo apice emotivo e si fa più morbido e intimo. Fino all’arrivo del blocco Erotica, che non lascia nulla o quasi all’immaginazione. Una gabbia che si innalza sul palco simbolo di corpo, desiderio, libertà. Una fiammata sensuale, impeccabile, nulla di più esplicito. Il quarto e ultimo atto è la festa collettiva della comunità LGBTQ+, le drag queen riempiono la scena d’arte e bellezza, Sypario regala un monologo da brivido, e Elodie conclude la scaletta con “Tutta Colpa Mia”, “Due”, “Dimenticarsi alle 7” come un inno all’uguaglianza: Make Equality Great Again. Il bis con “Tribale”, “Pazza Musica”, la travolgente “Ciclone” e “Margarita” è una festa. Anzi, come Elodie stessa cantava nem ritornello di “Rambla”, «Questa è la mia festa».

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