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In Puglia e Basilicata

Il sondaggio

Bari Vecchia sempre più turistica: per voi è un bene o un male?

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Se l’identità recuperata di un territorio è un valore, preservarne le caratteristiche nel tempo è basilare per un progresso che non si trasformi, come in una sorta di eterogenesi dei fini, in un regresso

27 Giugno 2022

G. Flavio Campanella

Sì, è un bene puntare sempre più sul turismo

No, bisogna preservare l'identità del centro storico

BARI - C’era una volta il Piano Urban, il progetto di risanamento che negli anni '90 avviò l’opera di riqualificazione urbanistica e sociale della città vecchia. Una trentina di anni fa i vicoli del centro storico erano perlopiù noti per i furti e gli scippi, enclavi di una generazione in gran parte reclutata dai clan. La mafia non è scomparsa, continua a insinuarsi nel tessuto economico del capoluogo, ma la realtà, o perlomeno la percezione della verità, è completamente ribaltata. Le stradine che uniscono Basilica e Cattedrale sono l’itinerario illuminato di migliaia di turisti e l’immagine sempre più diffusa (anche dalle produzioni televisive) del ritrovato orgoglio cittadino.

Se l’identità recuperata di un territorio è un valore, preservarne le caratteristiche nel tempo è basilare per un progresso che non si trasformi, come in una sorta di eterogenesi dei fini, in un regresso. Nel cuore del capoluogo ci si interroga sul progressivo logoramento del radicamento, favorito negli ultimi anni dalla incetta di abitazioni da parte di imprenditori e dal trasferimento di chi, storico residente delle viuzze, ha infine deciso di spostarsi in altri quartieri trasformando l’ex residenza in dimora dei vacanzieri.

Il dibattito può cominciare. Perché è altresì innegabile che allargare le ambizioni, tendendo a una dimensione internazionale (obiettivo che ci pare abbia il consenso di gran parte della cittadinanza) può comportare un costo che si deve essere disposti a pagare, anche in termini di perdita di autenticità. Del resto, l’originalità dei luoghi è immutabile e oggi ne esce semmai rafforzata. Se ne attendeva semplicemente la valorizzazione perché fosse ulteriormente apprezzata. Restano (e resteranno) anche le vocazioni e le tradizioni, il carattere levantino e il culto nicolaiano. Mentre della Bari vecchia un tempo prigioniera dei criminali non c’è davvero proprio nulla da salvaguardare.

E voi cosa ne pensate? Diteci la vostra rispondendo al nostro sondaggio.

Ci sono il rumore sordo delle vetrine spaccate dai ladri, il grido acuto delle vittime aggredite dai delinquenti, l’urlo dei residenti per i rifiuti seminati dagli incivili; così come ci sono il clamore per l’avaria di un pilomat, per mesi inattivo a due passi dalla Cattedrale strangolata dalle auto, la polemica per i divieti e i transennamenti malvisti dai residenti del Murattiano e l’interrogativo sulla gentrificazione del borgo antico (cioè la trasformazione di un quartiere popolare in un zona abitativa di pregio, con conseguente cambiamento della composizione sociale e dei prezzi delle abitazioni), che alcuni lettori della Gazzetta, nei commenti fatti sul sito internet ritengono un pericolo per l’identità di Bari vecchia.

La città da cartolina è purtroppo soltanto la faccia migliore della medaglia. Altrimenti, ad esempio, a Torre Quetta non ci sarebbe stata una riqualificazione senza prevedere accessi e servizi per i disabili e avremmo già, in ossequio alla mobilità, un piano puntuale per consentire ai baresi di raggiungere e andar via dalla spiaggia, piuttosto che con le auto, con mezzi di trasporto pubblici. Se i gestori dei chioschi si lamentano della movida a ritmo ridotto è anche perché, soprattutto per i più giovani, non c’è modo di rientrare quando l’ora è tarda.

I nodi (non solo quelli ferroviari) dunque ci sono e vanno risolti, in una città che però indubbiamente negli ultimi anni è cresciuta impostando una programmazione che, adesso anche grazie ai fondi del Pnrr, si concretizzerà nel prossimo decennio. Vale dunque la pena sottolineare le stonature, ma anche le note positive. Dopo l’emergenza hanno pure ripreso a fischiare le navi da crociera, in attesa del nuovo terminal e poi anche del porto turistico a San Cataldo.

Si prevedono fino alla fine dell’anno almeno 200mila passeggeri in transito. Per una volta, godiamoci un po’ di Musica. E, perché no, anche un po’ di Fantasia. (di Flavio Campanella)

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