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Antichi rituali che ricordano la dominazione spagnola

È dipinta nei colori più cupi ma anche più vivaci dell'arcobaleno la Pasqua salentina, animata da rituali che anche qui affondano le loro radici nella dominazione spagnola del Mezzogiorno. Ogni cultura, e quella magno greca non fa eccezione, li ha assorbiti e rielaborati a modo suo. La lentezza esasperata permea la più imponente che è la Settimana Santa tarantina. Nella lentezza del "nazzicare", camminando dondolandosi a piccolissimi passi, c'è quel tratto distintivo unito alla peculiarità di affidare il privilegio di portare in processione le statue, di alto pregio artistico, soltanto a fronte del pagamento di altissime somme di denaro.
Antichi rituali che ricordano la dominazione spagnola
È dipinta nei colori più cupi ma anche più vivaci dell'arcobaleno la Pasqua salentina, animata da rituali che anche qui affondano le loro radici nella dominazione spagnola del Mezzogiorno. Ogni cultura, e quella magno greca non fa eccezione, li ha assorbiti e rielaborati a modo suo. La lentezza esasperata permea la più imponente che è la Settimana Santa tarantina. Nella lentezza del "nazzicare", camminando dondolandosi a piccolissimi passi, c'è quel tratto distintivo unito alla peculiarità di affidare il privilegio di portare in processione le statue, di alto pregio artistico, soltanto a fronte del pagamento di altissime somme di denaro. L'asta non è aperta al pubblico, e le donne non posso entrare, solo i confratelli possono contendersi i posti in questa gara al rialzo che - immutata da secoli - si svolge la Domenica delle Palme.
La colonna sonora dei riti tarantini è struggente, con musica composta appositamente e suonata dalle bande. Tre le processioni che i turisti, insieme alla folla di fedeli, possono seguire ad iniziare da quella del primo pomeriggio del Giovedì Santo, con coppie di confratelli (chiamati "perdùne") che vanno in pellegrinaggio lentissimamente dalla chiesa del Carmine ai "sepolcri": sono allestimenti degli altari coperti da fiori e decorazioni floreali ed ornamenti funebri in onore di Gesù morto. Allo scoccare della mezzanotte dello stesso giorno inizia sulla ripida scalinata della chiesa di San Domenico, nella città vecchia che per una notte rinasce, la Processione dell'Addolorata che procede, sempre senza fretta, al suono delle marce funebri rituali della Pasqua con un tocco in più. E' il suono della "troccola", che somiglia ad una maniglia che sbatte su un supporto in legno, e il cui suono regola lo svolgersi della processione che dura la notte intera. Poche ore per riposare e, nel pomeriggio del Venerdì Santo prende il via la Processione dei Misteri attraverso le vie del borgo, con il rientro la mattina all'alba. I confratelli sono scalzi, i perdune hanno il volto coperto da un cappuccio bianco appuntito dove le uniche fessure solo quelle per gli occhi.
La civiltà delle grotte esprime la sua Settimana Santa nel contesto inimitabile della gravina di Ginosa, con la rappresentazione della Passio Christi di Ginosa. A Pulsano ritroviamo il "nazzecare" e Grottaglie gli incappucciati danno vita al caratteristico cerimoniale dei "bbubbli bbubbli". Nel tarantino gli appuntamenti sono molti di più, ma questi sono quelli che fanno parte dell'itinerario della "Costa Ionica" selezionato nell'ambito del progetto di promozione turistico - religioso "Settimana Santa in Puglia: I luoghi della Passione", di cui l'Assessorato al Mediterraneo, alla Cultura e al Turismo della regione Puglia (guidato da Silvia Godelli) è capofila e main sponsor.
Altro itinerario è quello che unisce Brindisi e Lecce: "Il Salento". Da riti di Botrugno al pellegrinaggio dei "pappamusci" di Francavilla Fontana, fino all’incontro tra la Madonna e il Cristo morto sul muraglione di Gallipoli …tutti hanno un filo conduttore comune: "I Canti di Passione" della Grecìa salentina nella caratteristica lingua grika, immersi in una cornice di barocco e di pietra decorata come ricami che emana suggestioni indimenticabili.

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