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La tradizione musa ispiratrice

È un itinerario di conoscenza & gusto da assaporare tutto l'anno, fra valli e montagne, paesini arroccati nel silenzio rotto solo dal vento, spiagge incontaminate affacciate su due mari e la solida cultura contadina che fa da direttrice d'orchestra. Dove siamo? In Basilicata, dove la tradizione è diventata musa ispiratrice di un modo nuovo di intendere il turismo enogastronomico: non solo assaggiare e comprare i prodotti tipici, ma fare con le proprie mani.
La tradizione musa ispiratrice
È un itinerario di conoscenza & gusto da assaporare tutto l'anno, fra valli e montagne, paesini arroccati nel silenzio rotto solo dal vento, spiagge incontaminate affacciate su due mari e la solida cultura contadina che fa da direttrice d'orchestra. Dove siamo? In Basilicata, dove la tradizione è diventata musa ispiratrice di un modo nuovo di intendere il turismo enogastronomico: non solo assaggiare e comprare i prodotti tipici, ma fare con le proprie mani.
La novità, tutta lucana, si inserisce in una tendenza nazionale secondo la quale - nel 2010 - i viaggi motivati da interessi enogastronomici sono arrivati a stimolare ben 3,2 milioni di partenze, pari al 3,8% del totale, contro l'1,8% del 2009. "L'Italia è l'unico paese al mondo che - sottolinea la Coldiretti nel commentare questi dati dell'Osservatorio nazionale del turismo - può contare anche sulla leadership europea nella produzione biologica e nell'offerta di prodotti tipici con ben 214 denominazioni di origine riconosciute a livello comunitario e 4.511 specialità tradizionali censite dalle regioni, mentre sono 501 vini a denominazione di origine controllata (Doc), controllata e garantita (Docg) e a indicazione geografica tipica (330 vini Doc, 52 Docg e 119 Igt)". In questo straordinario giacimento dei prodotti della tavola che si aggiungono ai primati artistici e culturali nazionali, la Basilicata che - proprio lo scorso anno - ha conquistato la sua prima Docg Aglianico del Vulture riesce a distinguersi per la cultura della materia prima, base senza la quale la tipicità è una parola priva di significato.
"La Via delle Fattorie - Impara l'arte e mettila da parte" è l'esperienza turistica basata sul contatto diretto col mondo contadino che - spiega il suo ispiratore, il gastronomo Federico Valicenti di Terranova del Pollino - ha come fulcro centrale la fattoria, e solo dopo il sedersi a tavola e degustare la ristorazione tipica. Cliccando su www.valjedea.it , che dalla patria del peperone crusco che è Senise guarda al mondo intero con proposte turistiche in inglese, si entra in un modo innovativo di interpretare la vacanza in Basilicata: divertimento e conoscenza, abbinate come un bel piatto di cinghiale con l'Aglianico. Il turismo destagionalizzato è l'obiettivo principale, poiché senza una presenza minima costante tutto l'anno non è possibile garantire le professionalità adeguate alle moderne esigenze del vacanziere.
Proviamo ad esplorare le quattro stagioni, dunque, seguendo la "Via delle fattorie" ed iniziamo dalla primavera che è in arrivo. Il paniere delle vacanze lucane, abbinate ad abbazie e centri storici abbarbicati sulle montagne, prevede la possibilità di assistere alla trasformazione del latte in formaggio o di partecipare a tour in cui si possono raccogliere gli asparagi selvatici o altri prodotti di stagione.
Rito antichissimo, oramai pressoché desueto, è quello della tosatura delle pecore e della cardatura della lana: un'esperienza davvero fuori dal comune da fare nelle vacanze d'estate. Sempre in questo periodo, per i golosi, c'è la possibilità nella rete di masserie lucane (appositamente selezionate) di partecipare alla raccolta della frutta e fare le marmellate. Classica l'offerta d'autunno per la raccolta di castagne e funghi che, organizzata, è priva di rischi e può essere abbinata ad un altro rituale dimenticato da chi vive in città: la vendemmia. Il pacchetto turistico chiamato "fatti il vino" include pure l'acquisto in anticipo dell'uva da trasformare!
Seguendo questo filo conduttore, in Basilicata, d'inverno oltre a sciare si potrà quindi assistere al rito della trasformazione del maiale o aderire a "fatti il maiale" o "fatti l'olio": col pacchetto turistico si acquistano pure quote del maiale e delle olive direttamente sull'albero, e dopo le vacanze oltre ai ricordi ed alle foto … ci si porta a casa pure una bella provvista di bontà genuine, fatte con le proprie mani per un souvenir del gusto che, di certo, diventerà indimenticabile.

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