Mercoledì 21 Novembre 2018 | 18:38

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Lunghe passeggiate fra natura e conoscenza

Duemila briganti armati fino ai denti insanguinarono la Basilicata e le aree attigue di Campania, Puglia e Molise. Delinquenti o plebe inferocita da fame e miseria? Fatto è che, le bande numerosissime che facevano capo al lucano Carmine Crocco diventarono il cuore della rivolta antisabauda. A distanza di 150 anni proprio lui, il "Generale dei Briganti" è il protagonista di un nuovo percorso di conoscenza di quelle violente pagine della nostra storia con la suggestione di un cinespettacolo di grandissima emozione: "La storia bandita"
Lunghe passeggiate fra natura e conoscenza
Duemila briganti armati fino ai denti insanguinarono la Basilicata e le aree attigue di Campania, Puglia e Molise. Delinquenti o plebe inferocita da fame e miseria? Fatto è che, le bande numerosissime che facevano capo al lucano Carmine Crocco diventarono il cuore della rivolta antisabauda. A distanza di 150 anni proprio lui, il "Generale dei Briganti" è il protagonista di un nuovo percorso di conoscenza di quelle violente pagine della nostra storia con la suggestione di un cinespettacolo di grandissima emozione: "La storia bandita" (www.parcostorico.it). Va in scena solo nei due mesi estivi nel Parco della Grancia a Brindisi di Montagna, dove la scenografia si perde a vista d'occhio: è un lato della montagna incombente, i personaggi sul fondo della valle con la narrazione, gli spettatori seduti su di una sorta di anfiteatro sul lato opposto della montagna. La voce di big, come Michele Placido, racconta quegli assalti e ci svela le storie che c'erano dietro quelle gesta efferate.
Fruibile tutto l'anno, invece, lo sono i percorsi di trekking ma anche percorribili con altri mezzi sulle orme dei briganti lucani. Hanno addirittura orgogliosamente lasciato i loro nomi e le date di permanenza i briganti che trovarono rifugio nella celebre, e all'epoca temutissima, grotta a Timpone Vitelli nei pressi della sorgente La Catusa. Siamo in Provincia di Potenza e, qui, la Comunità Montana di Val Sarmento ha voluto rinverdire quelle pagine ingiallite di storia con un percorso chiamato "La Via dei Briganti". E' fatta di fonti per l'acqua e di boschi che usavano per approvvigionarsi di legna ed ognuno di questi luoghi, di natura incontaminata - oggi meta abituale di turisti tutto l'anno - è arricchito da una cartellonistica che narra quei fatti (www.cmvalsarmento.net). Emozionante il contrasto vibrante fra luoghi oggi pieni di pace, dove pascolano mandrie di podoliche, e la violenza di quelle gesta.
La più memorabile impresa brigantesca del confine calabro-lucano funestò Senise il 23 agosto del 1863. Una consorteria di bande dei briganti Franco, Egidione, Scavariello e Lavalle ebbe l'ardire di sequestrare un numeroso gruppo di notabili. Eppure, oggi Senise ci riporta alla mente prima di tutto i suoi croccanti peperoni cruschi.
Ancora sulle tracce del brigante Carmine Crocco possiamo andare a Castel Lagopesole: è qui che il capo dei rivoluzionari del Vulture Melfese incontrò la banda del generale spagnolo Borjes e del brigante Serravalle. Non può mancare una visita a Rionero in Vulture, dove nacque il brigante soprannominato Crocco ma che si chiamava Carmine Donatelli, e a Pietrapertosa, rifugio dei Briganti che vennero sconfitti dalla guardia nazionale di Accettura. E un'ultima tappa nella bella Melfi dove, come si deve ad un vero generale, il brigante Crocco venne accolto al suo arrivo da tutto il paese.

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