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Vasche sulfuree di origine romana e il mare a portata di sguardo

Un meraviglioso equilibrio fra natura e archeologia, divertimento e tipicità, sport e relax. E' con questo sapiente mix che Novasiri e Policoro sono diventate punto di riferimento per un turismo variegato, che accoglie e sa coccolare famiglie e giovani, comitive e coppie che amano la quiete degli agriturismi senza rinunciare a qualche ora in spiaggia. Olivi secolari e, in vetta a soli 10 km dal mare, ecco Nova Siri antica il cui nome originario era Boletos: in greco vuol dire "Decisione presa".
Vasche sulfuree di origine romana e il mare a portata di sguardo
Un meraviglioso equilibrio fra natura e archeologia, divertimento e tipicità, sport e relax. E' con questo sapiente mix che Novasiri e Policoro sono diventate punto di riferimento per un turismo variegato, che accoglie e sa coccolare famiglie e giovani, comitive e coppie che amano la quiete degli agriturismi senza rinunciare a qualche ora in spiaggia.
Olivi secolari e, in vetta a soli 10 km dal mare, ecco Nova Siri antica il cui nome originario era Boletos: in greco vuol dire "Decisione presa". In memoria delle sue origini legate alla gloriosa Magna Grecia, in cui faceva parte della Siritide e di cui Siri fu l'antica capitale, nel 1872 assume il nome attuale su richiesta del consiglio comunale al re Vittorio Emanuele II che l'accolse. E mentre ne rievochiamo la storia, siamo arrivati nella parte più alta di Nova Siri che è dominata dal castello che - in realtà - mano mano Policoro, castello baronaleche ci si avvicina sembra sempre di più un palazzone a pianta quasi triangolare e nel quale si riconoscono le feritoie per la difesa. Tutt'attorno una ragnatela suggestiva fatta di vicoli dalle volte a crociera ed ecco la chiesa Madre dedicata all'Assunta dalla facciata barocca.
Chi ama la natura deve spostarsi in contrada Sant'Alessio. L'acqua sulfurea sgorga ininterrottamente da due vasche, che sono addirittura di origine romana. Il mare, a portata di sguardo, era un tempo il punto debole e pericoloso della cittadina. Dalla cinquecentesca Torre Bollita, chiamata anche torre cavallara per la presenza delle guardie a cavallo del re di Napoli, le sentinelle davano l'allarme all'avvistamento delle navi dei pirati turchi. Quelle stesse placide spiagge oggi accolgono i turisti con un mare limpido e un bel lungomare arricchito Policoro maredall'ombra di pinete attrezzate, in cui ci si può fermare, passeggiare a piedi o in bicicletta.
L'accoglienza turistica in zona balneare prosegue anche a Policoro che, da molti anni, si è attrezzata ad accogliere i turisti attirati in questa che fu l'antica Siris ricostruita in seguito col nome di Heraclea. La storia l'ha vista protagonista di grandi eventi, come  fu il primo grande scontro tra i Romani e Pirro nel 280 a.C. e nel Museo nazionale della Siritide (aperto nel lontano 1969) c'è davvero tanto da scoprire. Addentrandoci nel parco archeologico cammineremo nell'antichissima città di Siris - Heraclea. Poco distante dal museo ci sono il Santuario di Demetra e il Tempio Arcaico dedicato a Dionisio (VII sec. a.C). Il museo narra le vicende di questa terra, a partire dalla preistoria fino ad una sezione magno greca particolarmente importante, senza tralasciare le le testimonianze delle culture enotrie (fino al VI sec.) e lucane (dal V sec.) della val d'Agri e del Sinni.
La Basilicata, che racchiude un'ampia collezione di biodiversità, vicino a Policoro ha saputo conservare il Bosco Pantano: ha insolite piante dei climi temperati e umidi, mentre ci si aspetterebbe una vegetazione tipica dello Jonio e cioè dei climi caldo umidi. (nelle foto: Nova Siri, il castello baronale di Policoro, Policoro mare)

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