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Angeli e falchi su un paesaggio di roccia dal sapore di fiaba

Un balzo nel vuoto, col fiato in gola, alla velocità di 400 km orari, sospesi a 400 metri di altezza. E' sul cavo d'acciaio che unisce Castelmezzano a Pietrapertosa che scorre l'adrenalina dei tanti turisti sportivi (e temerari) che si cimentano nel Volo dell'Angelo. A Castelmezzano siamo in una delle perle delle Dolomiti lucane in provincia di Potenza dove, dal 2007, ci si può librare nell'aria ed ammirare il paesaggio in maniera davvero insolita da queste montagne a strapiombo. Prima roccaforte longobarda e poi normanna, ha conservato intatto il suo antico fascino di castrum medianum, ovvero castello di mezzo fra Pietrapertosa e Brindisi
Angeli e falchi su un paesaggio di roccia dal sapore di fiaba
Un balzo nel vuoto, col fiato in gola, alla velocità di 400 km orari, sospesi a 400 metri di altezza. E' sul cavo d'acciaio che unisce Castelmezzano a Pietrapertosa che scorre l'adrenalina dei tanti turisti sportivi (e temerari) che si cimentano nel Volo dell'Angelo.
A Castelmezzano siamo in una delle perle delle Dolomiti lucane in provincia di Potenza dove, dal 2007, ci si può librare nell'aria ed ammirare il paesaggio in maniera davvero insolita da queste montagne a strapiombo. Prima roccaforte longobarda e poi normanna, ha conservato intatto il suo antico fascino di castrum medianum, ovvero castello di mezzo fra Pietrapertosa e Brindisi di Montagna. I briganti trovarono rifugio in questi anfratti, ai quali oggi guardiamo - come dice il Club dei Borghi più belli d'Italia - come se fosse "un paesaggio di roccia che ha il sapore della fiaba". PietrapertosaLa dura roccia la ritroviamo ovunque nel suo centro storico medievale visto che spunta nelle costruzioni e domina il panorama. Assolutamente da non perdere sono le rovine del fortilizio normanno svevo, dove spicca la gradinata stretta e ripidissima scavata in una roccia dalla forma a panettone, da dove i soldati sorvegliavano la valle del Basento e dove oggi volteggiano i falchi.
Dall'altro lato del cavo di acciaio ecco Pietrapertosa che già nel nome racconta la sua natura. I feudatari si susseguono, esplode il brigantaggio e inizia l'emigrazione. Nella sua lunga storia millenaria spicca la presenza di un capo bizantino arroccatosi a Pietrapertosa e che, dopo la ribellione al suo governatore, si convertì alla fede islamica e chiese aiuto agli arabi che ci rimasero alcuni decenni (dal 838 in poi). Subito dopo i Normanni vi costruirono il possente castello, ma di quella presenza resta l'impronta nel suo cuore più antico: Castelmezzanol'Arabata. Siamo all'interno del parco di Gallipoli Cognato e delle Dolomiti Lucane, in una paese segnalato fra i Borghi più belli d'Italia, in cui però non ci sono grandi dimore feudali. Protagoniste assolute, se si fa eccezione per lo scenario meraviglioso delle rocce di arenaria, sono vecchie case signorili e piccole casette fatte di pietra e ricoperte da lastre di pietra. Nella parte alta, laddove un tempo si arrampicavano i muli, si giunge alla cinquecentesca chiesa madre, ma ancora più ricchi di opere d'arte sono la chiesa e il convento di San Francesco. Anche se in rovina, al castello val la pena fermarsi per concedere alla vista il piacere di spaziare fra rocce, cielo e tetti.
Con lo sguardo rivolto verso il cielo ci ritroviamo ad ammirare i falchi che obbediscono ai falconieri. Siamo nel parco della Grancia, nella vicinissima Brindisi di Montagna dove d'estate prende vita una delle rappresentazioni teatrali più suggestive che siamo mai state allestite: la Storia Bandita. Narra del difficile periodo del brigantaggio in Basilicata e delle avventure del capo brigante Carmine Cocco fino alla sua cattura. In una scenografia gigantesca, che è l'intera vallata con rocce appuntite e montagne e paesini a fare da sfondo, quelle pagine ingiallite dal tempo riemergono con centinaia di attori volontari e il tocco sapiente di artisti del calibro di Michele Placido, Antonello Venditti e Lucio Dalla. Indimenticabile, come lo sono i prodotti tipici di queste montagne: rafano e castagne, salsiccia e formaggio, miele, e piatti tipici come il maiale con i peperoni cruschi. (nelle foto: le dolomiti lucane, Pietrapertosa e Castelmezzano)

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