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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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L’abbraccio del mare unisce Oriente e Occidente

L'Oriente e l’Occidente che si incrociano e si abbracciano dopo aver attraversato il mare Adriatico, approdando e trovando rifugio nella cittadella messapica di Otranto fino a giungere a Specchia. E' un itinerario pieno di suggestione quello che inizia a Otranto, dove il suo mastodontico castello e le possenti torri che la circondavano ancora oggi danno il benvenuto ai turisti. Sono attratti da un fascino dalle sinuosità orientali che, di quegli antichissimi commerci con Grecia e Creta e tutto il Mediterraneo, ha conservato tracce evidentissime nell'architettura e nella cucina.
L’abbraccio del mare unisce Oriente e Occidente
L'Oriente e l’Occidente che si incrociano e si abbracciano dopo aver attraversato il mare Adriatico, approdando e trovando rifugio nella cittadella messapica di Otranto fino a giungere a Specchia.
E' un itinerario pieno di suggestione quello che inizia a Otranto, dove il suo mastodontico castello e le possenti torri che la circondavano ancora oggi danno il benvenuto ai turisti. Sono attratti da un fascino dalle sinuosità orientali che, di quegli antichissimi commerci con Grecia e Creta e tutto il Mediterraneo, ha conservato tracce evidentissime nell'architettura e nella cucina. Il suo potere, collegato a Costantinopoli, è tale che nel IV sec. gran parte di Puglia, Calabria e Basilicata sono denominate Terra d'Otranto. La prima invasione dei temutissimi turchi avviene nell'845, e ce saranno poi varie ondate fino a quella tremendissima del 1480 che - a distanza di secoli - viene ancora ricordata ed affascina i turisti. OtrantoMaometto II scatena contro Otranto la furia di Achmet Pascià che la conquista e decapita 800 abitanti: si erano rifiutati di aderire alla fede mussulmana. Del loro sacrificio restano i teschi conservati nella cattedrale in cui risplende, a parte questo episodio sanguinario della storia, un magnifico mosaico del 1166 che ricopre addirittura per intero il pavimento in cui si ammira l'albero della vita sorretto da due elefanti e che finisce con Adamo ed Eva.
Sembra davvero di essere in una città dal "tempo fermo", così come viene definita Otranto nell'ambito dell'Associazione dei Borghi più belli d'Italia. Viuzze e vicoli, piazzette e torri, sono animate da botteghe e negozietti che alternano il tipico salentino di olio e vino e dolciumi, fino all'esotico che - come mille anni fa - fa capolino nei commerci. Il tutto condito da delizie di mare e di terra frutto di una ristorazione tipica di ottimo livello.
Specchia, il borgo anticoProprio per cercare un rifugio sicuro dalle aggressioni dei saraceni ecco che, nel IX secolo, un primo nucleo di abitanti scelse di spostarsi dal mare in questa zona più elevata in cui è sorta Specchia. Altro paese del leccese, dal passato messapico che, è segnalato fra i Borghi più belli d'Italia. Salento allo stato puro, che ritroviamo anche nel suo nome. Il riferimento è alle pietre a secco messe dai Messapi in forma conica, appunto a specchia, nella costruzione delle opere di difesa.
Corti e stradine narrano la storia attraverso forme di architettura spontanea puramente salentine, rimaste miracolosamente intatte da quando presero vita fra il XVI e il XVII secolo. Nel mezzo riemergono i casati che qui si alterarono con bellissimi portali barocchi e catalani, fra decorazioni in elegante pietra leccese, fregi ed edicole votive, iscrizioni in latino e tracce evidenti del medioevo che avvolge il castello, e i visitatori. Quanto forte sia stato l'impatto delle varie dominazioni possiamo ricordarlo semplicemente con una parola: rua, che qui significa strada ovvero rue con un francesismo evidente. Da non perdere l'antico frantoio ipogeo che ci suggerisce di degustare l'ottimo olio extra vergine di oliva della zona. (nelle foto: Alimini, la spiaggia; Otranto e il borgo di Specchia)

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