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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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Civiltà delle grotte arte e natura tra mute pareti rocciose

I trogloditi e le caverne, un passato lontanissimo e ancora vivissimo nella quotidianità dei paesi dell'arco della gravine ioniche. La rete è molto più ampia e fitta di quanto si possa immaginare, e include la Spagna e la Francia dei castelli della Loira giungendo fino al cuore dell'Est Europa. La civiltà delle grotte è uno degli itinerari di visita più appassionanti per gli vuol ripercorrere i passi dei monaci basiliani arrivati dall'Oriente per le persecuzioni.
Civiltà delle grotte arte e natura tra mute pareti rocciose
I trogloditi e le caverne, un passato lontanissimo e ancora vivissimo nella quotidianità dei paesi dell'arco della gravine ioniche. La rete è molto più ampia e fitta di quanto si possa immaginare, e include la Spagna e la Francia dei castelli della Loira giungendo fino al cuore dell'Est Europa.
La civiltà delle grotte è uno degli itinerari di visita più appassionanti per gli vuol ripercorrere i passi dei monaci basiliani arrivati dall'Oriente per le persecuzioni. In quegli anfratti che furono casa, e chiesa, per i rifugiati del Medioevo e prima di loro per le prime comunità della preistoria, oggi le guide turistiche ci portano a riscoprire arte e natura che fioriscono fra le mute pareti rocciose.
Folklore e cultura, rappresentazioni teatrali e presepi, animano tutto l'anno le Oasi della gravina di Laterzagravine del Tarantino. A Pasqua e ad agosto da non perdere la Passio Christi di Ginosa che ci invita ad esplorare le case bianche del borgo antico che riflettono al sole e guardano agli anfratti delle gravine. La manifestazione, di rilievo nazionale, è nata nel 1975, e la scenografia è la gravina del Rione Casale dove in una sorta di anfiteatro si srotolano le 22 scene che rievocano la Passione di Gesù con circa 300 attori in pregevoli costumi.
Il Giubileo del 2000 ha rispolverato la magnificenza degli affreschi custoditi nelle gravine di Mottola nota come la città delle "Grotte di Dio". La più stupefacente è la chiesa rupestre di San Nicola addirittura soprannominata "Cappella Sistina" della civiltà rupestre per la quantità, e qualità di conservazione, degli affreschi, e dove si può accedere solo con la guida autorizzata che apre il cancello di ingresso. Gravina di CastellanetaL'intero sistema delle grotte mottolese è di grande fascino e di elevata fruibilità, visto che attraverso i sentieri ripristinati con cura si scende fino al cuore di due villaggi trogloditi scavati nella roccia e con grotte collegate quasi come in un alveare. La fiorente zootecnica alimenta una ristorazione genuina.
In questo triangolo delle civiltà rupestre fra Ginosa, Mottola e Massafra possiamo fare sosta in una delle masserie più tipiche della zona. Fra boschi, pascoli e un allevamento di eccellenza di vacca podolica, ecco al confine fra Mottola e Noci la masseria Colombo. L'accoglienza nei trulli per il pernottamento è all'insegna della raffinatezza, e nelle antiche stalle è aperto ogni domenica e nei giorni festivi un ristorante con 170 posti in cui la tradizione regna sovrana, ad iniziare dalla squisita rarità del caciocavallo podolico e della carne di questa pregiata razza autoctona. Cliccando in www.masseriacolombo.it scoprite come una gestione oculata riesce a coniugare la tipicità con la modernità, accogliendo business meetings e ricevimenti, famiglie con bambini o coppie, o singoli viaggiatori di passaggio. Il tutto in un'atmosfera assolutamente suggestiva ed in una masseria attorno alla quale ruota una proprietà che si estende per ben 500 ettari.
Se proseguiamo da masseria Colombo verso Taranto ecco Massafra, e a poca distanza dal centro abitato il Santuario della Madonna della Scala che porta i fedeli e i turisti in un habitat naturale specialissimo. Si accede a questo luogo di culto con una scalinata di centinaia di gradini, porta anche ad un orto botanico all'aperto. La gravina offre testimonianze di insediamenti trogloditici che si alternano a quelle medievali fino ad arrivare alla celebre grotta del Mago Greguro, dove si credeva che le cellette scavate nella roccia servissero a custodire gli ingredienti delle pozioni magiche. (nelle foto: la gravina di Laterza, oasi della gravina di Laterza, la gravina di Castellaneta)

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