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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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Capolavori di pietra  in una vallata  di rose selvatiche

E' un viaggio attraverso la fede e la storia, in una Daunia che si affaccia verso la Campania. Borghi di poche migliaia di abitanti, dove in casa si è conservata l’arte di fare la pasta e il formaggio, i salumi, i ricami, e gli artigiani lavorano abilmente il ferro battuto. Proviamo ad aprire un ventaglio che fa perno su Foggia, parte da Bovino e si inerpica fra le montagne passando attraverso Roserto Valfortore e la vicina Alberona, con Pietra Montecorvino che ne diviene l’apice
Capolavori di pietra  in una vallata  di rose selvatiche
E' un viaggio attraverso la fede e la storia, in una Daunia che si affaccia verso la Campania. Borghi di poche migliaia di abitanti, dove in casa si è conservata l’arte di fare la pasta e il formaggio, i salumi, i ricami, e gli artigiani lavorano abilmente il ferro battuto. Proviamo ad aprire un ventaglio che fa perno su Foggia, parte da Bovino e si inerpica fra le montagne passando attraverso Roserto Valfortore e la vicina Alberona, con Pietra Montecorvino che ne diviene l’apice.
Alla sua ombra tanti grandi tesori, custoditi in borghi piccoli e dove l’accoglienza è un rituale ancora rispettato. Siamo vicini alle splendide cattedrali di Lucera e di Troia, e stiamo esplorando i centri abitati suggeriti dal Club dei “Borghi più belli d’Italia”: le sorprese non mancano. Bovino, il paeseAttrattore principale di Bovino è senza altro il museo Diocesano che dal 2008 è stato riallestito nell’imponente castello che domina una cittadina con circa 1.100 abitanti. L’eredità della Diocesi di Bovino, il tesoro della cattedrale e gli incunaboli preziosissimi della biblioteca sono incastonati nel “borgo degli ottocento portali in pietra”. La sua storia è stata forgiata da vescovi e duchi, e i tanti palazzotti con i loro ingressi pretenziosi testimoniano questo glorioso passato.
Gli appassionati del romanico pugliese ben conoscono la facciata della basilica cattedrale alla quale, nel 1231 il maestro Zano arrivato dalla Gallia, lasciò quella impronta di stile gotico primitivo che diede il via a questo stile che oggi si identifica con la Puglia.
Pietra MontecorvinoLasciata Bovino, ci avviamo verso una vallata disseminata di rose selvatiche. Siamo a Roseto Valfortore, di antichissima origine ma che nel 1912 vede nascere – ad opera dei suoi tanti emigranti – una sua omonima in Pennsylvania, negli Stati Uniti. Oggi gli abitanti rimasti sono circa 1.300 e il borgo conserva intatti i capolavori d’arte dei suoi scalpellini, disseminati nei vicoli che disposti tutti attorno ad una unica piazza, secondo lo schema longobardo. Qui non è difficile tornare indietro con l’immaginazione a quando, in fondo ad ogni vicolo, al tramonto veniva sbarrata una porta per proteggere gli abitanti.
Tutto attorno Roseto ci sono sorgenti di acqua e fontane, zone adatte ai pic nic magari dopo aver fatto shopping di bontà in questa che è la “città del miele e del tartufo”.
Ad una manciata di chilometri troviamo la bizantina Alberona, fascinosa nel centro storico come lo è nella natura incontaminata che la circonda. La torre ci ricorda di quando apparteneva all’Ordine dei Templari, per poi divenire proprietà dei Cavalieri di Malta e passare nel 1794 al Regno delle Due Sicilie. Ogni presenza di potenti l’ha abbellita di opere d’arte che circondano il visitatore fra chiese e torri, palazzi e fonti. Il verde smeraldo degli Appennini e le sue tante sorgenti sono una calamita, ma le isole Tremiti del Mare Adriatico si scorgono all’orizzonte.
Noi continuiamo verso l’interno e giungiamo alla rupe sulla quale è arroccata Pietramontecorvino. Il caratteristico borgo antico è chiamato Terravecchia e si srotola attorno alla cima con la forma ad anello, e tanti vicoletti dalle vedute mozzafiato con case in parte scavate nel tufo. Su tutto svettano la torre normanna, la chiesa madre e il palazzo ducale.
Ognuno di questi quattro borghi del foggiano merita almeno una giornata da dedicare alla visita dei luoghi ed alla degustazione di sapori dimenticati. (nelle foto: Roseto Valfortore, Bovino e Pietra Montecorvino)

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