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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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Sulla rotta delle cattedrali da Giovinazzo a Trani

Da Giovinazzo a Trani le costruzioni romaniche allineandosi con altri punti di riferimento a terra servivano per trovare le giuste poste di pesca. Si procede a nord lasciandosi a poppa la prima delle chiese monumentali dove viene custodita la veneratissima effige della Madonna di Corsignano
Sulla rotta delle cattedrali da Giovinazzo a Trani
Quando non esistevano fari e fanali i punti di riferimento per i marinai erano i campanili delle cattedrali. E anche il sagrestano faceva la funzione del farista: se la nebbia diventava troppo fitta correva a suonare le campane in modo che, seguendo l’inconfondibile rintocco, i marinai potessero ritrovare la rotta di casa. Ogni marinaio sapeva riconoscere il proprio, e così avveniva anche nel litorale da Giovinazzo a Trani dove le romaniche cattedrali, allineandosi con altri punti riferimento a terra, servivano persino per trovare le giuste poste di pesca.
Sulla “rotta delle cattedrali” immaginiamo di salpare dal porticciolo di Giovinazzo non dopo aver acquistato pane a focaccia cotti nel forno a legna (non una qualsiasi bensì, rami di ulivo!) e se siamo fortunati un bel polpo da mangiar crudo appena pescato dalle barchette locali. Si procede a Nord lasciandosi a poppa la prima delle cattedrali del mare dove viene custodita la veneratissima effigie della Madonna di Corsignano (la festa si celebra il 20 agosto) e il suo manto fatto ricamare d’oro dagli stessi marittimi giovinazzesi. La costa procede bassa tra variopinti stabilimenti balneari sino a Torre Calderina e poi già si avvista Molfetta. Anche qui il borgo antico è immerso nel mare e del mare ha sempre vissuto, soprattutto di pesca, tanto che il centro storico visto dall’alto pare assomigliare a un rombo (s’intende il pesce e non la figura geometrica), e come il pesce è tozzo e solcato da una grande spina mediana (la via Morte) e sette vie trasversali, strettissime, con antiche case in pietra a bugnato. Anche la chiesa di S. Corrado o Duomo Vecchio è nel mare, e, soprattutto, lo era in passato quando vi si poteva accedere quasi esclusivamente in barca. La porta principale si apriva proprio di fronte alle onde e solo nei giorni festivi e nelle grandi solennità venivano sistemate assi di legno per consentire l’accesso ai fedeli. Entrando nel porto e guardando a dritta di rilievo anche la settecentesca Cattedrale e il Santuario della Madonna dei Martiri dove, oltre a decine di ex voto, si conserva l’icona bizantina della Madonna Glikophylousa che si vuole sia stata portata dall’Oriente dai crociati.
Dopo Molfetta ecco Bisceglie riconoscibile, ancora una volta, per l’alto campanile bianco, la cupola della Cattedrale (dedicata a San Pietro) e anche il Castello Svevo di cui si scorge la poderosa Torre maestra che domina l’abitato. Da qualche anno è operativo un moderno e attrezzato porto turistico.
Qualche miglio più a Nord l’Abbazia di S. Maria di Colonna, ben riconoscibile per le numerose arcate, accoglie con un benvenuto il navigante che si accinge ad entrare nella città di Trani. Superato Capo Punta Colonna, ci si affaccia ad una piccola baia nella quale sfocia una sorgente di acqua limpidissima, nota come la “sorgente di Cristo”. Tra Colonna e il porto, Trani è una romantica terrazza sull’Adriatico, ma anche un approdo storico, qui si diede vita agli Ordinamenta maris, il più antico codice di diritto marittimo che ci sia pervenuto.
L’ingresso del porto è tra i più suggestivi del Mediterraneo, (provate ad entrare al tramonto!) con il fortino del molo S. Antonio, ad un’estremità, e più a Nord il molo S. Nicola alle cui spalle si erge maestosa la Cattedrale di Trani, che in tanti hanno paragonato ad una nave pronta salpare.

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