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Isole Tremiti Oasi di primavera

Piccole perle al largo del Gargano, esprimono in questa stagione tutto il loro fascino migliore. Gettonatissime nei mesi di luglio e agosto, in maggio e giugno sono un angolo di pace e il vero trionfo del mare
Isole Tremiti Oasi di primavera
Un 'idea per un week end di primavera? Sicuramente le Isole Tremiti. Piccole perle al largo del Gargano, esprimono in questa stagione tutto il loro fascino migliore. Gettonatissime nei mesi di luglio e agosto, in maggio e giugno sono un angolo di pace e il vero trionfo del mare. Poca gente, pochissima, spiagge a disposizione, acqua cristallina, immersioni, pranzi e cene a base di pesce fresco.
Ideali per un week end romanticissimo o per una vacanza riequilibrante o per il gruppone di amici che vuole sentirsi padrone di un'isola. Sconsigliate in assoluto a chi cerca la mondanità perchè, a parte bar, ristorantini e sere al chiaro di luna, giusto un paio di locali offrono un'atmosfera retrò che fa tanto anni '70. Tutta'ltra la musica in piena estate.
Una storia che la dice lunga. Da piccolo e sperduto borgo peschereccio, divenuto colonia penale durante il Ventennio, a rinomata e agognata località turistica. Una storia tutta da raccontare quella delle Isole Tremiti che va ad aggiungersi alle straordinarie bellezze di queste rocce in mezzo all’Adriatico, abitate da una minuscola  comunità che, nonostante i clamori del turismo, ha saputo rimanere ben legata a questi luoghi, per gran parte ancora selvaggi, e alle sue tradizioni, tramandandole e preservandole.
Di fronte alla costa del Gargano, le Isole Tremiti sono un’altra luminosa gemma del diadema delle bellezze che punteggiano le coste e il “mare nostrum”. E come sempre, quando si prendono in esame le località italiane di interesse turistico, emerge chiaramente come l’equilibrio tra paesaggio, storia, gastronomia, clima e ritmi di vita componga un mix affascinante e di forte impatto per i visitatori.
Le Tremiti sono un piccolo arcipelago che comprende tre isole principali (San Nicola, San Domino e Capraia) e due più piccole, quasi semplici scogli, denominate “Crepaccio” e “La Vecchia”. San Nicola è la sede amministrativa e ha coste alte e impervie; San Domino è l’isola più grande e quella maggiormente apprezzata dai turisti, vista la vegetazione rigogliosa, con le celebri pinete di pino d’aleppo e la conformazione delle coste, ricche di insenature, spiaggette, grotte. Proprio le grotte sono una delle attrattive più spettacolari: con le loro acque cristalline e trasparenti la grotta “del sale”, la grotta “delle viole” e quella “del bue marino” offrono scorci di rara intensità ai visitatori. Capraia, invece, è la più selvaggia, disabitata e rocciosa, e deve il suo nome alla presenza di piante di cappero, tanto che i tremitesi la chiamano comunemente “capperaia”.
Nel corso dei secoli le Isole Tremiti hanno spesso cambiato nome e “funzione strategica”, secondo le volontà dei vari “padroni” che si sono susseguiti. Le prime tracce riguardano gli antichi greci, che qui fondarono un insediamento e che denominarono l’arcipelago “isole diomedee” in onore dell’eroe greco Diomede, compagno di Ulisse. La leggenda vuole che proprio Diomede sia stato “il creatore” delle Isole Tremiti: con un lancio di pietre degno della sua incontenibile forza dalla costa garganica, l’eroe greco avrebbe dato vita all’arcipelago. Altri miti ellenici sono legati alle “diomedee”, uccelli marini dalla “voce umana” simile al pianto, che ancor oggi nidificano sull'isola: secondo la leggenda le diomedee non sono altro che i compagni di Diomede, affranti per la morte del loro eroe e trasformati da Venere proprio in uccelli.
Ma fu Tacito, in epoca romana, a cambiare il nome alle isole in “Trimerium”, denominazione che ebbe successo e venne adottata fino al medioevo (da cui l’odierno Tremiti). L’arcipelago divenne, poi, terra di confino e colonia penale. Solo nel 1932 le Tremiti vennero elevate a comune e accorpate alla provincia di Foggia.
Oggi la popolazione di queste isole è veramente esigua: sono solo 370 i residenti tutto l’anno, ai quali vanno aggiunte le migliaia di turisti che le affollano durante l’estate affascinati dalla bellezza del mare e dei fondali (le Tremiti sono considerate una riserva naturalistica marina e per questo sono tutelate) e da un ritmo di vita in grande simbiosi con i tempi scanditi dalla natura.
L'ospitalità è semplice, come usa tra le piccole comunità di mare: hotel e ristoranti mantengono un’impronta familiare molto spiccata.  Naturalmente la gastronomia è tutta incentrata sui prodotti del mare, con influssi tipicamente mediterranei,soprattutto nell’uso delle piante aromatiche tipiche di questa zona, e risente dell’influenza della Puglia anche nei piatti tipici come le orecchiette e le “tielle”, piatto di riso, patate e cozze, cotto al forno.
Il prodotto tipico per eccellenza delle isole Tremiti è il cappero, i cui boccioli floreali raccolti e conservati sotto sale, rientrano in numerose preparazioni, sprigionando il loro caratteristico aroma pungente e mediterraneo.

 
LE TREMITI A PORTATA DI MANO
L'arcipelago del Gargano dispone di una vasta gamma di offerte per un soggiorno piacevole e a stretto contatto con la natura.
Anzitutto, per raggiungere le Tremiti si può scegliere l’imbarco dai porti di Manfredonia, Vieste, Rodi Garganico, oppure, da quello di Termoli. Si può scegliere tra motonavi, aliscafi e catamarani, tutti dotati di confort a prezzi veramente accessibili. Diverse le tipologie di strutture ricettive presenti sull'arcipelago, comprese locande e campeggio, anche se è preferibile soggiornare in albergo. La meravigliosa spiaggetta di “Cala Matano” è certamente da non perdere: da ricordare che la bellezza di queste località ha ispirato il cd di Lucio Dalla "Luna Matana". In alternativa, possibilità di escursioni giornaliere con motobarche su ogni più suggestivo angolo dell’arcipelago.
Per apprezzare, invece, la cucina tipica isolana, vasta la scelta tra ristoranti e trattore tipiche. Nel ristorante “da Carluccetta” oppure da “il Pirata”  con terrazza sulla spiaggia, si sono fermati a mangiare i nomi più illustri dello spettacolo, del cinema e della cultura in visita alle Tremiti, o, ancora, da “PIO”, con degustazione di pesce che il proprietario del locale pesca in proprio.

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