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Val d'Agri  Vessilli del passato

Un territorio che merita di essere visitato non solo per le bellezze architettoniche ma anche per i tanti tesori di natura enogastronomica: il noto canestrato, formaggio tipico con il marchio Igp, i fagioli di Sarconi, il vino (con la seconda dop lucana), le mele, i peperoni e i salumi
Val d'Agri  Vessilli del passato
Seguire gli odori della natura, percorrere le antiche strade e i vecchi tratturi, scoprire scenari persi nel ricordo. Ascoltare il vociare degli abitanti del borgo, osservare le bellezze e il prestigio di un tempo che fu. In poche parole, emozionarsi. Sono alcune delle sensazioni che si possono provare seguendo un percorso lungo quelle che sono le bellezze della Val d’Agri, territorio protetto rientrante nell’omonimo parco nazionale. Una terra in cui ai caratteristici borghi di vecchi paesini si mescolano gli antichi palazzi, con i castelli. Dando vita a luoghi che, per secoli, hanno dominato il potere politico, culturale ed economico del Medioevo. Ancora oggi quelle strutture dai trascorsi fastosi, rappresentazioni di memorie e tradizioni, spiccano come vessilli di un passato prestigioso. Simboli da non dimenticare e da rendere ancora più forti e rappresentativi. Uno di questi casi è Missanello, nel «cuore» della bassa Val d’Agri. Comune piccolo ma caratteristico che si erge fiero sull’intero comprensorio grazie anche allo splendido castello che vi fa da cornice da tempo immemorabile. Un edificio risalente all’anno Mille, essenziale e lineare, dalle caratteristiche architettoniche di grande interesse tanto da essere citato come concreto esempio classico di edificio gentilizio tipico del luogo e delle condizioni economiche dell’epoca. Residenza del feudatario Decio Coppola e per moltissimo tempo sede dei frati minori di San Francesco che l’utilizzavano per accogliere i bisognosi durante il periodo delle pestilenze, nel 1855 diviene di proprietà del Comune. Altro maniero da non perdere, nonostante non sia visitabile a causa dei lavori di restauro, è quello di Moliterno. Struttura di epoca longobarda (con torri di periodo successivo) che sorge al centro del borgo antico.
Moliterno, però, non merita di essere visitato solo per le bellezze architettoniche ma anche per i tanti tesori di natura enogastronomica come il più noto canestrato, formaggio tipico con il marchio Igp. Preparato con il latte di pecora e capra, acquista una particolare caratteristica per via della pressatura della cagliata fatta a mano fino a compattarla all’interno di canestri. E se il canestrato è uno dei formaggi più noti dell’intera Basilicata, altra prelibatezza dello stesso territorio sono i fagioli di Sarconi, dal nome del comune dove crescono grazie a rigogliose coltivazioni. Cannellini e borlotti di diverse varietà che negli anni hanno acquistato una loro fetta di mercato grazie anche al marchio Igp. Il paniere della Val d’Agri, comunque, è ricco di prelibatezza: oltre a formaggi e fagioli, c’è il vino (con la seconda dop lucana), le mele, i peperoni e i salumi. Così come è ricco di importanti tesori storici. Come detto prima ogni comune, ogni territorio vanta testimonianze e simboli. Un esempio è Guardia Perticara, le cui origini si perdono nella notte dei tempi. Particolare il suo borgo che ha custodito intatto le case in pietra a «faccia-vista», i vicoli stretti, le scale che si inerpicano fin su al castello e da cui si domina l'intera valle del Sauro. Seguendo le strade del centro si possono ancora oggi ammirare gli storici palazzi ricchi di particolari architettonici e decorativi di rilievo come le pietre lavorate dai maestri artigiani e le volte in mattoni rossi. Oltre al centro storico, però, Guardia possiede anche due magnifiche chiese: quella dedicata a San Nicolò Magno e quella di Sant’ Antonio. Quest’ultima in particolare, costruita tra la fine del XVI e l'inizio del XVII sec, è legata ad una storia sospesa tra verità e leggenda: la storia di Ascanio Cataldi, principe di Brindisi. Una vicenda secondo cui il Cataldi fece erigere la chiesa nel 1600 mantenendo una promessa fatta quando, rapitogli il figlio, in cambio del ritrovamento, ovunque questo fosse avvenuto, egli promise la costruzione di un tempio cristiano. così quando il figlio viene ritrovato a Guardia, il principe decide di costruire lì l’edificio di culto.
ANTONELLA INCISO

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